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Chi legittima Putin

Se c’è una cosa che salta evidente agli occhi è come un certo pacifismo stia parteggiando focosamente per una pace che riconosce tacitamente alla Russia di Putin il diritto all’invasione, al massacro e alla devastazione di un paese. Pacifisti, in genere di sinistra spinta, che sostengono Putin come se fosse l’erede legittimo dei beneamati Stalin, Lenin e Krusciov.
L’Ucraina e la politica della Nato non saranno certo del tutto innocenti a fronte di quanto sta accadendo. Fiammelle e focherelli li hanno accesi sicuramente anche loro con una politica di espansione dell’influenza economica e non solo. Ma è oggi un problema, di fronte a cui non si può non prendere posizione, il rischio di legittimare le azioni di una potenza che diventa prepotenza e prevaricazione. Putin, poi, non è certo un internazionalista, bensì un despota impazzito disposto a tutto, che non dà l’idea di volersi fermare dopo la conquista dell’Ucraina.
Bisogna ammettere con rassegnata umiltà che da qualsiasi parte ti volti ti imbatti nell’azzardo del nazionalismo e nell’incubo dell’atomica. La soluzione ideale del win-win non c’è. Più facile che ci si ritrovi nel vicolo cieco del lose-lose. Prevedibilmente, alla fine, qualcuno dovrà accettare di uscirne perdente, in un modo o nell’altro. Il mondo, in ogni caso, non sarà più lo stesso.

Dario Calimani

(15 marzo 2022)