“Nuova luce sui crimini nazisti in Italia”,
la Germania premia lo storico Carlo Gentile

“La nostra storia comune durante la Seconda Guerra Mondiale è stata per anni un macigno che gravava sui rapporti italo-tedeschi. Dopo la fine della guerra, erano troppo importanti le relazioni politiche bilaterali, a livello di governo c’era molta necessità e volontà di riavvicinarsi, di ricucire, e le verità scomode delle stragi e delle ingiustizie perpetrate dai nazifascisti tedeschi in Italia furono trascurate, messe in secondo piano o addirittura nascoste. Finalmente, nel 2008, i due ministri degli Affari Esteri decisero di istituire una Commissione storica italo-tedesca che approfondisse l’argomento”.
Così l’ambasciatore tedesco in Italia Viktor Elbling nell’introdurre il conferimento del cavalierato dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania a uno dei protagonisti di quel gruppo di lavoro: lo storico Carlo Gentile, autore di studi fondamentali che hanno permesso di far luce su quel passato, i suoi silenzi e le sue molte ombre. Un riconoscimento che nasce dal Presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, che era allora, per l’appunto, il ministro degli Esteri di Berlino.
Nel corso della cerimonia di assegnazione del riconoscimento tenutasi a Villa Almone l’ambasciatore ha evidenziato il segno lasciato da Gentile in molti ambiti. A partire dal ruolo di consulente e perito storico “in procedimenti penali per crimini di guerra compiuti dai nazisti dinnanzi a numerosi tribunali in Germania, Italia e Canada”. Tra gli altri quelli a carico degli ex ufficiali della Gestapo Theo Saevecke in relazione ai fatti di Piazzale Loreto a Milano nonché Friedrich Engel per il caso dell’eccidio sul Passo Turchino. Gentile è inoltre intervenuto nel procedimento svoltosi a Stoccarda contro i responsabili della strage di Sant’Anna di Stazzema. Uno studioso attivamente impegnato anche nella diffusione della conoscenza dell’ebraismo, della sua lingua e cultura (insegna tra gli altri all’Istituto Martin Buber per gli studi ebraici dell’Università di Colonia) e la cui intera attività, ha detto Elbling, è volta a difendere quelle due pietre miliari che vanno sotto il nome di “pace e democrazia”. Valori, ha ricordato il diplomatico, “costruiti sulle macerie di una guerra disastrosa”.