L’anima della rinascita,
a Palermo e in Sicilia

Non si fermava mai e non si fermava davanti a nulla. Forte, determinata, elegante, coraggiosa, Evelyne Aouate ha rappresentato con fermezza e con classe l’ebraismo a Palermo. Ci ha lasciati ieri nella sua città, in punta di piedi, dopo aver combattuto l’ultima di tante battaglie della sua vita. Nata in Algeria nel 1941 da famiglia con forti sentimenti e radici ebraiche, fu costretta a lasciare il paese d’origine con padre, madre e due fratelli e a rifugiarsi dapprima a Parigi, per approdare poi a Palermo, la sua nuova “patria”. Dopo lunghi anni di vita siciliana in cui credeva di essere l’unica ebrea di Palermo, venne casualmente a conoscerne altri e in questo modo iniziò a crescere anche il suo interesse per approfondire la storia della presenza ebraica in Sicilia e le tracce di un passato antico, ma di cui molti erano ancora i segni.
Da quel momento Evelyne Aouate non si ferma più: fonda l’Istituto Siciliano di Studi Ebraici, di cui diviene presidente, organizza lezioni con i rabbini, riunioni conviviali e di preghiera in occasione delle principali festività ebraiche, accoglie nel suo salotto di via Wagner chiunque mostri interesse per il mondo ebraico, dialoga con tutti – ebrei, cristiani e musulmani – facendo del dialogo interreligioso uno dei capisaldi della sua militanza ebraica. Incontra e accoglie autorità religiose e uomini politici, giornalisti italiani e stranieri, ambasciatori: è di casa dal sindaco di Palermo, come dall’arcivescovo, o dal rettore dell’Università, è l’anima di numerosi convegni e giornate di studio in occasione del Giorno della Memoria e per ricordare la cacciata degli ebrei dalla Sicilia il 12 gennaio 1493.
Palazzo Steri, sede del Tribunale dell’Inquisizione e la Sala Almeyda, sede dell’archivio storico comunale di Palermo, diventano i luoghi da lei prescelti per incontri e convegni sull’ebraismo in Sicilia, attraverso cui i palermitani riscoprono l’identità ebraica locale, riconciliandosi con la propria storia. Ed è ancora lei, insieme a un piccolo gruppo di docenti universitari e amici palermitani, che la seguono in ogni sua iniziativa, a strutturare i primi itinerari nell’antico quartiere un tempo ebraico, la Meschita, e ad accompagnarvi scolaresche e visitatori italiani e stranieri. È lei a contribuire alla riscoperta del miqveh, il bagno rituale ebraico, nei sotterranei di Palazzo Marchesi, luogo ove ebbe la prima sede l’Inquisizione spagnola in Sicilia, il Tribunale di Fede, che, ironia della sorte, si accanì sugli ebrei, per cancellarne la memoria.
E poi il grande sogno della sua vita: riavere dopo 525 anni una sinagoga a Palermo. L’Oratorio di Santa Maria del Sabato – situato nell’antico quartiere ebraico nello stesso luogo ove un tempo si trovava la grande sinagoga magnificata da Ovadia da Bertinoro – nel 2017 viene affidato alla Comunità ebraica di riferimento, Napoli, in comodato d’uso dall’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, per ridare agli ebrei una casa nel capoluogo siciliano. Dal 2017 il sogno di avere una sinagoga a Palermo è stato tuttavia un percorso in salita ricco di ostacoli. a cominciare da quello economico, ma nulla ha fermato Evelyne, che si è sempre rapportata con la Comunità di Napoli e con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
E così, dopo più di cinquecento anni dall’espulsione decretata dagli spagnoli, il forte desiderio di Evelyne -“gli ebrei torneranno ad avere una sinagoga a Palermo” – prende piede. La concessione si inserisce nel cammino di dialogo e di amicizia che in città ha visto una grande sintonia tra la comunità cattolica e le altre comunità religiose.
In occasione del conferimento della Tessera preziosa, il 30 novembre del 2017, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando sottolineò come Evelyne Aouate rappresentasse “la storia dell’ebraismo, del suo essere collegato a tanti luoghi e del suo essere fedele ad una tradizione millenaria. Con l’Istituto di studi ebraici la comunità ebraica non soltanto custodisce e promuove il ricordo della storia degli ebrei in Sicilia ed al loro apporto alla nostra comunità, ma è anche luogo e strumento di promozione dell’incontro fra le diverse religioni ”
Nel 2017 un altro traguardo importante, allorché la Comunità ebraica di Napoli istituisce la sezione di Palermo e nomina Evelyne Aouate delegata della sezione medesima. Evelyne negli ultimi anni di vita non ha mai smesso di ripetere in ogni sede come il ritorno di una sinagoga a Palermo avrebbe avuto non soltanto una valenza religiosa e sarebbe stato un sicuro catalizzatore della presenza ebraica in Sicilia e per i numerosi turisti ebrei, italiani e francesi, americani e israeliani, ma avrebbe anche avuto un profondo significato storico-politico e culturale.
Ho avuto modo di conoscere bene Evelyne, come delegato UCEI al Progetto Meridione, e ho sempre ammirato in lei la sua tenacia, e soprattutto quanto fosse stimata e apprezzata in ogni ambiente, politico e culturale, della sua città: è stata la vera anima della rinascita ebraica a Palermo e in Sicilia. Profondo resta dunque il cordoglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche, che continuerà la sua attività e quella degli altri ebrei palermitani per attivare il restauro e arrivare all’inaugurazione della sinagoga. Evelyne ci lascia con un sogno e una speranza, e con l’amarezza di non poterla avere più con noi, con il suo entusiasmo trascinante e il suo sorriso vincente.
Che il suo nome sia di benedizione.

Giulio Disegni, vicepresidente UCEI

(Nell’immagine: il vicepresidente UCEI Giulio Disegni; Evelyne Aouate; il sindaco Leoluca Orlando; il rav Gadi Piperno)