Gaetano Azzariti, una storia italiana
“Se dovessi descriverlo indicando un animale direi che è stato un camaleonte. Se dovessi parlarne come di uno sportivo direi che è uno che partecipa alle Olimpiadi e vince sempre: vince nella magistratura, vince nella sua carriera al vertice dell’amministrazione, vince come numero uno della Corte costituzionale. Se fosse un marchingegno, infine, lo paragonerei a una macchina del tempo. Ma a doppia velocità”. Doppia perché attraverso Azzariti non si va in un’unica direzione, ma anche al suo esatto inverso. Leggerlo, rileggerlo, ci permette infatti di capire anche “chi siamo noi oggi”.
Così Massimiliano Boni nel presentare l’oggetto del suo ultimo libro “In questi tempi di fervore e di gloria, edito da Bollati Boringhieri. Al centro la parabola di Gaetano Azzariti, il magistrato “senza toga” che passò dalla presidenza del Tribunale della razza d’epoca fascista a quella della Corte costituzionale nell’Italia democratica e repubblicana. Una sconcertante quanto rivelatrice traiettoria ripercorsa durante un incontro organizzato dall’Associazione Italiana Avvocati e Giuristi Ebrei insieme all’UCEI e all’editore. In dialogo con l’autore i giuristi Giorgio Sacerdoti ed Edmondo Bruti Liberati, introdotti da Michele Luzzatto.
La conversazione è stata trasmessa in streaming sulle pagine Facebook di UCEI e Bollati Boringhieri, oltre che sull’utenza Telegram di Pagine Ebraiche.
È possibile rivederla cliccando qui.