La vignetta di Vauro

Con un post sui propri profili social il vignettista Vauro Senesi dà “del cretino” a coloro che lo accusano di antisemitismo per il naso aquilino di Zelensky, ritratto in una delle sue ultime vignette. Ci riesce quasi bene sino a quando non arriva al punto di affermare che “eventualmente ci si dovrebbe domandare come mai un ebreo si sia fatto sponsorizzare da un oligarca come Kolomoinskj (per altro anche lui ebreo, con passaporto israeliano), che ha finanziato i battaglioni nazisti come Azov e Ajdar”. Dunque il post di Vauro sembra avere l’intento di difendersi da qualunque accusa di antisemitismo, quando in realtà un altro (o forse il reale?) obiettivo pare quello di rimarcare il fatto che vi siano ebrei presunti finanziatori di battaglioni o gruppi neonazisti. Ma certo – c’è il terzo “ma” di tutto il suo discorso – “non ho mai sollevato la questione, perché non ho mai pensato che l’ebraicità o meno di chiunque, potente o no che sia, rappresenti uno specifico rispetto ai comportamenti e alle scelte”. Eppure Vauro lo hai appena fatto!
Chissà perché Vauro non “solleva anche la questione” del perché un militare, dittatore e criminale ceceno, Ramzan Kadyrov, sia un fedelissimo di Vladimir Putin nonostante quest’ultimo sia responsabile dell’uccisione di migliaia di civili ceceni durante la Seconda Guerra Cecena, nonché della distruzione della città di Grozny. E perché poi ci sono politici ucraini o russi di origine ucraina che sostengono Vladimir Putin? Perché gli ucraini “sono il popolo fratello dei russi” ma questi ultimi dimostrano il loro “affetto” bombardando le loro case? Tutte questioni che Vauro stranamente non si pone. Eppure, nel caso fossero più di suo gradimento, ci sono anche ebrei russi amici o simpatizzanti di Putin, persino con “passaporto israeliano”, particolarità che il vignettista tiene a sottolineare. Il comunismo di cui lui si sente veterano non è ugualmente scevro di importanti contributi ebraici, ma l’oligarca Kolomoinskj è forse per Vauro più rappresentativo dell’”ebraicità” e del “potere degli ebrei”. Dovrebbe risultare davvero sciocco che dopo anni di disanima scientifica del razzismo biologico e culturale qualcuno correli ancora in chiave negativa nazionalità/religione e comportamenti. Ancora più stupido è certo il modo di rappresentare il naso di Zelensky, ma questo avrebbe dovuto essere chiaro. Vauro al contrario nelle proprie vignette si disegna sempre con un grosso naso a patata, ma il suo naso reale a vederlo bene non è poi tanto diverso da quello del premier ucraino, e alla fine neppure a quello di Putin. Beh, che dire, come si dice in bagitto, avrà un po’ l’ottavo dono, ovvero “quello di non riconoscersi”.

Francesco Moises Bassano

(15 aprile 2022)