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Israele, il giorno dell’Indipendenza

La politica internazionale entra nella giornata di festeggiamenti per il 74esimo anniversario dello Stato d’Israele. A fare notizia infatti il colloquio avuto tra il premier israeliano Naftali Bennett e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Mi sono congratulato con lui e con il popolo d’Israele per il giorno dell’indipendenza! L’ho informato sul contrasto all’aggressore e sulla situazione critica a Mariupol”, ha scritto sui suoi profili social Zelensky. In un altro messaggio ha poi aggiunto di aver anche discusso con Bennett delle “osservazioni scandalose e completamente inaccettabili” del ministro degli Esteri Lavrov su Hitler e sugli ebrei. Affermazioni, sottolinea Daniele Raineri su Repubblica, che hanno creato un spaccatura profonda tra Mosca e Gerusalemme. Raccontando gli attacchi missilistici russi di ieri in tutta l’Ucraina e la tragedia di Mariupol – secondo le ricostruzioni di Associated Press nel noto attacco russo al teatro della città del 16 marzo scorso sono morte almeno 600 persone – il quotidiano spiega come continuino i pesanti bombardamenti sull’acciaieria Azovstal, dove si trovano tra gli altri gli uomini del famigerato battaglione Azov. Una situazione, segnala Raineri, che la propaganda russa ha usato per attaccare Israele: ieri infatti la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha sostenuto in un’intervista che “mercenari israeliani combattono spalla a spalla coni nazisti di Azov dentro l’acciaieria” e che “non c’è possibilità che Israele non ne sia a conoscenza”. Ne parla anche Libero, che segnala, dall’altra parte, come “voci non controllabili iniziano ad avvertire che pure Hamas starebbe per mandare volontari a combattere al fianco dei russi”. Quel che è certo, come segnala La Stampa, è che una delegazione del movimento terroristico palestinese in questi giorni è arrivata a Mosca per colloqui con funzionari del ministero degli Esteri russo.

Sanzioni. Non c’è accordo fra i paesi dell’Unione Europea sul provvedimento per portare al blocco delle importazioni di petrolio russo. A opporsi soprattutto Ungheria e Slovacchia, ma anche altri paesi hanno sollevato dubbi e chiesto più tempo. “L’obiettivo – scrive il Corriere della Sera – è arrivare a un accordo sulle sanzioni entro questa settimana, prima del 9 maggio”. La data potrebbe rappresentare uno spartiacque nel conflitto, con l’avvio della fase due dell’invasione decisa da Putin. In Russia il 9 maggio si ricorda la sconfitta della Germania nazista e, scrive il Corriere, “Putin vuole usare la ‘Parata della vittoria’ sul nazismo come strumento di propaganda, nel tentativo di restituire alla Federazione quell’immagine di potenza mondiale persa in due mesi di conflitto contro Kiev”. Oltre a organizzare la parata a Mosca, secondo i servizi segreti ucraini il Cremlino starebbe pensando di organizzarla anche a Mariupol. Intanto Zelensky ha chiesto di rispondere a queste manovre con un summit internazionale da organizzare il 9 maggio come dimostrazione dell’unità dell’Occidente contro l’aggressione russa. Il Corriere segnala che il presidente ucraino ne ha parlato anche con Draghi e “il premier italiano – spiegano fonti qualificate di palazzo Chigi – si è detto disponibile”.

Pacifismo. “Le ombre del pacifismo da Hitler all’Ucraina” è il titolo dell’editoriale in prima pagina su Repubblica di Gianni Riotta in cui traccia dei parallelismi tra chi chiedeva, durante il secondo conflitto mondiale – soprattutto negli Stati Uniti – di non intervenire contro il nazismo, invocando il pacifismo, e chi oggi definisce guerrafondai coloro che sostengono la lotta dell’Ucraina contro l’invasore russo. In uno dei passaggi, Riotta richiama le parole nel 1941 di Charles Lindbergh, aviatore statunitense con posizioni filonaziste e antisemite: “Gli ebrei americani – disse allore – devono opporsi alla guerra, non chiederla! Sarebbero loro i primi a subirne le conseguenze! La tolleranza è virtù di pace, non sopravvive alla guerra”.

Propaganda antisemita. Sul Foglio Luciano Capone scrive che, partecipando alla serata “Pace proibita” organizzata da Michele Santoro, l’attore Moni Ovadia ha rilanciato le tesi di una “propagandista antisemita contro Zelensky”. Il riferimento è all’uso di Ovadia delle dichiarazioni della giornalista americana Lara Logan per sostenere, scrive il Foglio, che “il vero problema in Europa è il nazismo dilagante in Ucraina”. Logan, che Ovadia definisce “esempio di giornalismo anglosassone”, in realtà spiega Capone è “una cospirazionista autrice di diverse uscite antisemite”. Tra i suoi deliri l’idea che Darwin sarebbe stato assunto dai Rothschild per inventarsi la teoria dell’evoluzione. E su Zelensky “dice che è un pupazzo della Cia che si dedica a pratiche ‘sataniche e occulte’”. “Così Ovadia chez Santoro – scrive Capone – arriva ad accusare l’ebreo Zelensky di essere filonazista sulla base delle tesi di un’antisemita e definisce i giornalisti italiani ‘velinari del governo degli Usa’ mentre lui si beve le follie di una giornalista che rilancia la propaganda del Cremlino”. Intanto sul Fatto Quotidiano Daniela Luttazzi sostiene che Zelensky sia “una creatura dell’oligarca Kolomoisky, ebreo e finanziatore di battaglioni neonazi, Azov incluso”.

Eurovision. Repubblica racconta come Torino si stia preparando all’inizio, il prossimo 10 maggio, dell’Eurovision Song Contest. Tra i partecipanti, anche il cantante israeliano Michael Ben-David, che nei giorni scorsi si è recato nella sinagoga della città per la commemorazione di Yom HaZikaron, il giorno in cui si commemorano i caduti per l’indipendenza d’Israele e le vittime del terrorismo. “Dopo la cerimonia religiosa l’artista – scrive Repubblica – ha chiesto di poter vedere il tempio grande ed è lì che ha intonato la preghiera ‘Avinu Malkeinu’”. “È stato un momento molto intenso e commovente, un fuori programma che non ci aspettavamo”, il commento al quotidiano di Dario Disegni, presidente della Comunità ebraica di Torino.

In bici in Israele. “Mi piacerebbe tornare a pedalare in Israele, percorrerlo da nord a sud, dal Golan fino a Eilat, toccando Betlemme, Gerusalemme, Tel Aviv”. È il desiderio espresso dall’ex campione del mondo di ciclismo Maurizio Fondriest in un’intervista al Corriere della Sera.

Milano. Libero torna sul caso aperto all’interno della Comunità ebraica di Milano rispetto al messaggio “inviato dal presidente, Walker Meghnagi, al senatore di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa, in occasione dei lavori milanesi di FdI”, parlando della richiesta della lista di opposizione di una convocazione “di un consiglio straordinario con urgenza e le dimissioni del presidente della Comunità stessa”.

Daniel Reichel