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Antisemitismo al quadrato

Le scuse di Putin a Bennett per le sciagurate valutazioni ed esternazioni del suo ministro degli esteri Lavrov erano abbastanza prevedibili dato il rischio che comporta per la Russia una posizione nettamente antisemita; così come era inevitabile la loro accettazione da parte del premier israeliano, che non può permettersi una aperta ostilità nei confronti di Mosca con l’esercito russo presente in Siria e la forte componente russofona della popolazione di Israele. D’altra parte, le scuse di un dittatore sanguinario valgono quel che valgono (zero in termini di lealtà politica) e in genere le retromarce dopo la bufera di scandali internazionali sono ben poco credibili. Piuttosto, può essere interessante e istruttivo rivolgere l’attenzione alla genesi e al significato del tipo di pregiudizio adottato da Lavrov, che potremmo definire antisemitismo al quadrato. Niente di nuovo, intendiamoci; anzi, l’antisemitismo come tratto distintivo di alcuni ebrei è un cavallo di battaglia tipico della Weltanschauung antisemita, così come il mito delle ascendenze ebraiche di Hitler è un topos capace di aggiungere un fascino sinistro e perverso al personaggio. Ma quale significato assume, nello specifico, questa variante endogena sulla genesi dell’antiebraismo? Perché è essa stessa perfidamente antisemita? Cosa aggiunge di nuovo all’antisemitismo “classico”?
Per coglierne i tratti essenziali occorre partire dal fatto che nella storia essa si è anche rivelata episodicamente vera: molti ebrei convertiti al cristianesimo sono stati arruolati con successo dall’Inquisizione nell’esercito dell’antigiudaismo più spietato, svolgendo con zelo ed entusiasmo il loro compito di traditori e accusatori degli ex fratelli di fede; alcuni intellettuali ebrei, come emblematicamente Otto Weininger tra fine Ottocento e primo Novecento, hanno odiato tutti gli ebrei, se stessi, l’intero genere femminile quali esempi di congenita e incorreggibile debolezza (Sesso e carattere fu pubblicato nel 1903, l’anno del suicidio del suo autore ventitreenne). Perché partire da qui? Non certo per assecondare questa interpretazione unilaterale e fuorviante dell’antisemitismo, ma perché il fatto che effettivamente ci siano stati e ci siano tuttora ebrei antisemiti la rende purtroppo per alcuni credibile e apparentemente verificabile.
Ciò detto, l’analisi delle cause e degli aspetti peculiari di questa forma di antisemitismo ci porta in ben altre direzioni. Accusare gli ebrei di odio verso se stessi e i propri correligionari significa innanzitutto scorgere nell’uomo ebreo un contenuto innato di risentimento e animosità verso il prossimo e verso l’intero consesso umano, assecondando quello che è un elemento portante dell’accusa rivolta dagli antisemiti al mondo ebraico. Cogliere nella stessa società ebraica la fonte dell’antisemitismo è dunque in sè, a priori, un indirizzo basilarmente antisemita. Ma in modo paradossale è anche una tendenza intrinsecamente negazionista. Circoscrivere l’odio antiebraico agli stessi ebrei è infatti anche una via per disinnescarlo preventivamente, per togliergli un reale contenuto e sminuirne la portata. Significa affermare che la pulsione antisemita è un processo tutto interno all’ambiente ebraico e di fatto consiste in una invenzione a suo uso e consumo. Proprio quello che in fondo voleva esprimere Lavrov evocando la figura irreale del Führer ebreo. Tra questi due orientamenti tendenzialmente opposti, emerge un altro elemento connesso alla tesi dell’antisemitismo come fenomeno ebraico. E’ la ricorrente idea della macchinazione segreta, del complotto teso al dominio che il mondo ebraico metterebbe in atto, tentando appunto di coprirlo con la denuncia di un presunto ma artificioso movimento contrario agli ebrei. Follie. Contorcimenti mentali e aspetti complementari di un antisemitismo polimorfo purtroppo inesauribile ancorché intrinsecamente contrastante, portato storicamente a rinascere sulle sue ceneri come l’araba fenice. Dovrebbe bastare l’intelligenza per sconfiggere i mostri figli del sonno della ragione. Sappiamo per esperienza che non è così.
David Sorani

(10 maggio 2022)