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L’arena

Da due anni buoni si vive come in un tempo sospeso. Prima la pandemia, ora una guerra che rischia di arrivarci in casa. In emergenze globali come queste la tentazione è di rifugiarsi in un eremo per non vedere e non sentire. L’unico modo per evitare l’angoscia e la stretta al cuore. E invece, alla fine, qualcosa ti dice dentro che non ti puoi tirare indietro davanti alla disperazione degli altri. E al posto dell’eremo, l’arena. Per il resto, devi continuare a vivere come se il domani fosse immancabilmente prospero e sereno. Incredibilmente, prospero e sereno.

Dario Calimani

(10 maggio 2022)