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Trasmettere il patrimonio culturale,
la sfida di MiDorLeDor

Si è da poco conclusa la prima edizione del corso di formazione dedicato alla trasmissione del patrimonio culturale ebraico MiDorLeDor. Avviato nel giugno dello scorso anno, il percorso di sessioni online e seminari in presenza è terminato con un ultimo incontro nella città di Palermo, dove la presenza ebraica prima della cacciata di fine Quattrocento aveva raggiunto un’importanza notevole e dove il gruppo ha potuto visitare le celle dell’inquisizione di palazzo Steri, per recarsi poi nelle strade dell’antica Giudecca, scoprire alcuni dei preziosi manoscritti e libri ebraici conservati all’interno della Biblioteca centrale della Regione Sicilia, incontrare alcuni amici di Palermo, membri della sezione locale afferente alla Comunità di Napoli, e godere di molte altre esperienze.
Durante questo ultimo appuntamento i partecipanti hanno presentato i loro progetti finali ai coordinatori e al resto del gruppo. I lavori si sono tenuti nella sala Almeyda dell’Archivio comunale: un luogo significativo per l’ebraismo locale antico e contemporaneo. L’archivio infatti sorge oggi dove anticamente si trovava il più grande complesso sinagogale della Sicilia e al suo interno espone in maniera permanente il documento originale della Cacciata degli ebrei dai territori siciliani sotto il dominio spagnolo.
Il progetto MiDorLeDor è stato reso possibile dalla collaborazione di tre partner: il Taube Center for Jewish Life di Varsavia, l’European Association for the Preservation and Promotion of Jewish Culture and Heritage (AEPJ) e l’Unione delle Comunità Ebraiche italiane; Helise Lieberman, direttrice del Taube Center, Victor Sorensson, direttore dell’AEPJ, e Sira Fatucci, responsabile del progetto per l’UCEI, hanno partecipato al seminario e ascoltato con grande interesse i progetti pensati per trasmettere – attraverso diversi aspetti del patrimonio culturale locale – valori e temi dell’ebraismo. Ogni partecipante ha lavorato sul patrimonio della propria comunità proponendolo attraverso diverse modalità; libri interattivi per bambini, podcast, mappe cittadine, percorsi museali e degustazioni di vini casher ma anche narrazione di comunità attraverso visite ai cimiteri ed esplorazioni dei tesori conservati in archivi e biblioteche.
Il lavoro sul progetto finale è stato il frutto di sessioni dedicate non solo all’approfondimento di diverse tematiche, ma soprattutto dell’esposizione a metodologie e approcci ispirati all’educazione informale e all’utilizzo di oggetti come strumento di trasmissione culturale. I partecipanti hanno approfondito bisogni e tematiche che più stanno loro a cuore creando dei progetti che non solo resteranno a disposizione delle comunità di appartenenza ma che possano essere di ispirazione e replicabili anche in altre località.
Alla fine dei due giorni di seminario sono stati consegnati i diplomi e il gruppo ha condiviso le impressioni sul corso e il percorso e sul modo in cui quello che hanno appreso nei dieci mesi ha cambiato e implementato il loro approccio alla trasmissione del patrimonio.
L’intero progetto, che ha visto nascere un network nazionale di professionisti appassionati al patrimonio ebraico e alla sua sopravvivenza, è stato seguito con grande passione e professionalità da Michelle Nahum Sembira e Valeria Milano in qualità di responsabili e accompagnatrici dell’intero percorso di formazione.
Lunedì 16 maggio sarà possibile conoscere meglio percorso, approccio e metodologie di MiDorLeDor e scoprire alcuni dei progetti nel corso di uno Yom Iyun che si svolgerà al Centro Bibliografico UCEI Tullia Zevi e anche online.
Per info e iscrizioni: midorledoritalia@gmail.com