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“Rav Luciano Caro,
ferrarese ad honorem”

Dal 1990 rav Luciano Meir Caro è rabbino capo di Ferrara. In questi trent’anni, spiega il rav, “molto ho dato alla città e molto ho ricevuto”. E ora è arrivato il riconoscimento più emblematico di questo consolidato legame: il conferimento, su decisione unanime del Consiglio comunale, della cittadinanza onoraria di Ferrara a rav Caro. “Punto di riferimento per le comunità ebraiche, promotore del dialogo e costruttore di pace che molto si è speso per mantenere viva la memoria della Shoah”, le motivazioni ufficiali che hanno portato il Comune a questa scelta, ribadite nella cerimonia ufficiale organizzata al Ridotto del Teatro Comunale. “Sono lusingato e commosso”, le parole del rav nel corso dell’evento in suo onore tenutasi, alla presenza delle autorità. “Non è solo un atto formale – ha sottolineato il sindaco Alan Fabbri – ma un gesto di affetto, condiviso e richiesto a più voci, è il nostro modo di dirgli grazie”.
Ringraziando tutti i presenti, la moglie Miriam, i suoi “prestigiosi Maestri”, il rav ha colto l’occasione per delineare l’origine e l’evoluzione del rabbinato all’interno della storia ebraica. E per ricordare il legame tra la città estense e l’ebraismo. “A Ferrara gli ebrei hanno vissuto momenti non facili, ma anche momenti di tranquillità operosa, integrati come sono nel tessuto della città”. Un rapporto richiamato anche dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che ha definito la cittadinanza onoraria come un riconoscimento “a tutta la comunità ebraica ferrarese, alla sua storia, alla sua presenza discreta, attenta, continua”. Per la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche italiane, Noemi Di Segni, rav Caro rappresenta “un esempio e un riferimento di vita anche e soprattutto di fronte alle sfide morali”. Di “Maestro di vita” ha parlato anche rav Giuseppe Momigliano, vicepresidente dell’Assemblea Rabbinica italiana. “Lieti e onorati della decisione del consiglio comunale”, il commento di Fortunato Arbib, presidente della comunità ebraica di Ferrara, rimarcando l’impegno del rabbino capo e la sua “instancabile volontà e preparazione”. A tratteggiarne il carattere, il presidente del Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah (Meis) Dario Disegni, che ha ricordato la lunga conoscenza che lo lega a Caro, sin dagli anni in cui studiava per diventare rabbino a Torino presso la scuola rabbinica Margulies. “La sua profonda cultura, la sua saggezza, il suo equilibrio, la sua cordialità e, non ultimo, il suo spiccato ‘sense of humour’, ne hanno fatto una figura che tutta Ferrara ha imparato ad apprezzare e ad amare”, le parole di Disegni. “Un caloroso Mazal tov da parte di tutto il Meis e da me in modo particolare, – ha aggiunto in chiusura il presidente del Meis – con l’augurio che la sua attività possa proseguire ancora a lungo, per il bene degli ebrei di Ferrara e dell’intero ebraismo italiano”.
Ringraziamenti al sindaco e al consiglio comunale sono arrivati dall’ambasciatore di Israele Dror Eydar, che in un messaggio scritto ha definito rav Caro una “figura di riferimento della comunità ebraica, che ha rafforzato in maniera significativa il legame tra città, comunità e Stato di Israele”. Dall’ambasciata è stato anche ricordato il suo impegno per mantenere viva la memoria del ruolo dei volontari della Brigata ebraica nella Liberazione dell’Italia.