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Gilda Forti e Tullio Basevi,
Verona non dimentica

Verona. Via Duomo 5 e vicolo Stella 6. Da oggi chi passerà per queste due strade si imbatterà nel ricordo di Gilda Forti e Tullio Basevi. I loro nomi sono infatti incisi nelle prime due Pietre d’inciampo della città. Anche Verona entra così nel grande progetto di Memoria diffusa rappresentata dalle Stolpersteine, le pietre ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig per ricordare chi dai lager nazisti non fece più ritorno. Come Gilda Forti, 50 anni, arrestata a Verona il 25 novembre 1944 e assassinata a Ravensbrück. E suo cugino, Tullio Basevi, maestro di musica di 55 anni, arrestato il giorno precedente e assassinato a Flossenburg.
La posa delle pietre a loro dedicate – che ha vista un’ampia e commossa partecipazione – ha rappresentato il complimento del progetto “La grande Storia e le piccole storie” finanziato dalla Regione Veneto e realizzato dall’Associazione Figli della Shoah sezione di Verona.
Ad apporre la prima pietra intitolata a Forti, Roberto Israel, Consigliere della comunità ebraica veronese e responsabile della sezione locale dell’Associazione Figli della Shoah. La seconda stolpersteine è stata invece apposta dai parenti di Tullio Basevi, Susanna Basevi e Gaudio Pedalino.
A sottolineare l’importanza dell’iniziativa, il sindaco di Verona Federico Sboarina, presente alla cerimonia, che ha ringraziato definito il progetto come un fondamentale contributo al mantenimento della Memoria. Concetto ribadito dalle diverse autorità intervenute. Nel corso dell’evento è stato anche letto un messaggio di rav Umberto Piperno, rabbino capo della città.
Nel ringraziare l’amministrazione locale, la presidente della Associazione Figli della Shoah, Daniela Dana Tedeschi, ha evidenziato come le due Stolpersteine in nome di Forti e Basevi debbano rappresentare l’inizio di un percorso più lungo, con nuovi nomi e nuove Pietre da apporre nelle vie e nella memoria di Verona.