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“Napoli e Israele, legame forte”

Il rapporto secolare tra il mondo ebraico e Napoli. Il ruolo della Memoria nella coscienza civile della città attraverso le voci dei Testimoni. Il legame con Israele e le prospettive di collaborazioni future. Sono alcuni dei temi ricordati in queste ore nella sinagoga di Napoli in occasione di un incontro con protagonisti il sindaco Gaetano Manfredi e l’ambasciatore d’Israele Dror Eydar. “C’è un ponte che unisce Israele a questa città. Ed entrambe hanno un cuore grande”, ha sottolineato in apertura la presidente della Comunità partenopea Lydia Schapirer. “Forse non è un caso che l’azzurro colleghi queste due realtà”, ha aggiunto il rabbino capo Ariel Finzi. A ricostruire la storia dell’ebraismo napoletano ai presenti, il Consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Sandro Temin. In occasione di questo incontro, coordinato da Daniele Coppin, il sindaco Manfredi ha consegnato a Tullio Foà una targa come testimonianza del riconoscimento di Napoli per la sua infaticabile trasmissione della Memoria alle giovani generazioni. Parlando della realtà ebraica locale, il sindaco ha rilevato come sia piccola, “ma incide”. Il suo valore, ha aggiunto Manfredi, “non si calcola in base ai numeri quanto su quello che rappresenta”. Il sindaco ha ricordato il ruolo ricoperto dagli ebrei partenopei in occasione delle ‘quattro giornate di Napoli’. “Quella rivolta popolare consentì non solo la liberazione dal Nazismo ma anche di riaffermare un principio di autonomia che è un sentimento storico della città”.
In serata si è aperta invece la prima edizione della conferenza “Techagriculture meeting Italia-Israele: L’agricoltura incontra l’innovazione”. Un appuntamento organizzato dal 16 al 18 maggio a Napoli dall’ambasciata d’Israele in Italia in collaborazione con Confagricoltura, il Comune e l’Università Federico II. “Abbiamo voluto che l’appuntamento si svolgesse a Napoli e non a Roma perché il Sud Italia condivide condizioni climatiche simili a quelle di Israele e di tutto il Mediterraneo. – ha spiegato l’ambasciatore israeliano Eydar – Portiamo ventitré aziende dalla tecnologia avanzata nei settori agricoltura, acqua, terra”.