“Rabin, messaggio sempre attuale”

“Un grande statista, una figura che incarna la ricerca incessante della pace”.
Così il primo ministro Mario Draghi nel riferirsi ad Yitzhak Rabin, di cui cadeva nelle scorse settimane il centenario dalla nascita, in un messaggio letto ieri a Roma nel corso della cerimonia di reinaugurazione del parco che ne porta il nome. Ad avviare la realizzazione di una nuova area ludica per l’infanzia l’ambasciata israeliana in Italia, con la collaborazione di European Coalition for Israel, Keren HaYesod e Keren Kayemeth Le Israel. Numerosi i rappresentanti del governo e delle istituzioni accorsi all’evento. Insieme alla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, vari ministri e leader di partito.
“Rabin è stato un punto di riferimento per chi crede nel negoziato” l’apprezzamento del premier, che sarà presto in Israele in visita, nel ricordarne i tanti successi diplomatici: dai trattati stipulati con Egitto e Giordania agli accordi di Oslo. “Il fanatismo che gli tolse la vita”, ha poi aggiunto, “è un ostacolo alla pace: oggi come ieri”. Parole di elogio anche dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, secondo il quale “Rabin ha incarnato la promessa e la possibilità concreta della pace”. Il ministro ha anche ribadito il sostegno alla soluzione a due Stati (“l’unica strada”) e si è poi soffermato sulle relazioni bilaterali con l’Italia, definendole “sempre più solide” in molti ambiti, anche nel segno del ponte rappresentato “dalla comunità ebraica italiana”. Guardando al Medio Oriente, Di Maio si è detto positivamente colpito da eventi come gli Accordi di Abramo e i recenti colloqui nel Negev.
“La storia di Rabin è la storia di Israele” il pensiero di Dror Eydar, l’ambasciatore d’Israele in Italia, che ha citato il suo ruolo decisivo già al tempo della Guerra d’Indipendenza e in quella dei Sei Giorni “in cui guidò l’esercito alla sua più grande vittoria, facendo sì che il nostro popolo potesse realizzare il sogno millenario di tornare nella sua casa”. Eydar ha parlato anche dello shock suscitato dal suo omicidio: “Quando ho visto il volto di chi lo aveva ucciso – la sua testimonianza – mi sono reso conto che lo conoscevo dal servizio militare: ho pianto per un’intera settimana”.
Tra gli intervenuti anche Tomas Sandell, direttore della European Coalition for Israel. E Noemi Di Segni, presidente UCEI. “Il suo lascito trae autorevolezza da quanto da lui fatto e vissuto” ha detto Di Segni, rimarcando il costante impegno dell’ebraismo italiano per sostenere il percorso innescato da Rabin. “Il bisogno di pace e sicurezza è grande e forte come ci ricorda anche il dramma della guerra in Ucraina. Il suo è un messaggio attuale”, ha infine evidenziato il sindaco Roberto Gualtieri.