Il processo farsa
Si annuncia un processo farsa per i prigionieri dell’Azovstal catturati dai russi nelle scorse settimane. Un processo-spettacolo, sottolinea La Stampa, “sul modello di quelli lanciati da Stalin contro le presunte congiure ‘trozkiste’, parte di quella ricostruzione dell’Unione Sovietica che il Cremlino sta ormai portando all’ossessione”. La guerra in Ucraina, si ricorda, è infatti presentata “come la prosecuzione diretta della Seconda guerra mondiale”. E quindi in sede di giudizio non è escluso che possano esserci varie condanne a morte. “Una lezione per chi si è dimenticato Norimberga”, ha detto il leader della cosiddetta Repubblica autonoma di Crimea.
Dopo vent’anni di prigione in Giappone Fusako Shigenobu, la terrorista che fu la coordinatrice dell’attacco all’aeroporto di Tel Aviv del maggio 1972, è tornata in libertà. Scrive il Corriere che non appena uscita dal carcere “quella che per lungo tempo è stata definita ‘la regina rossa’ ha chiesto scusa per le vittime causate: parole sempre insufficienti perché arrivano dopo una vita passata ad uccidere”.
“Molestie e abusi sessuali. L’onda #metoo delle giovani ebree travolge la comunità ortodossa”. Così L’Espresso nell’esporre i risultati di un’inchiesta del quotidiano Haaretz e nel segnalare alcune voci di denuncia che si sono levate da quando il caso è diventato di pubblico dominio. “Quando la bomba è scoppiata – si legge – è come se si fosse lacerato un sipario corrotto”.
Inquietante intervento di Franco Cardini, ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo, su Giorgia Meloni e il fascismo: “Se questo desse noia a qualcuno lei può star tranquilla che il giorno in cui Giorgia dovrà salire al Quirinale, la notte prima qualcuno disegnerà una svastica sulla Grande Sinagoga di Roma. I risultati li conosciamo”. Lo segnala Libero, sotto un titolo patetico: “È Cardini show”.
Comizio dal balcone e alcune centinaia di simpatizzanti sotto la sede occupata (e si spera presto sgomberata) di CasaPound a Roma. L’iniziativa, riporta Repubblica, è nata “dopo la decisione di proibire l’adunata nazionale e il corteo” disposta dalle autorità.
Si avvicina l’appuntamento con la dichiarazione dei redditi. La Stampa, affrontando il tema Otto per Mille, segnala come oltre la metà dei contribuenti lasci “in bianco il riquadro in fondo al modello Unico o al 730, e in tanti nemmeno ricordano dell’esistenza delle altre quote, quelle riservate al cinque e al due per mille”.
Sul Messaggero si ricorda il sacco di Roma da parte dei Vandali. II bottino più sacrilego, si legge, “fu costituito dalla Menorah e dagli altri oggetti sacri che Tito aveva portato a Roma quasi quattrocento anni prima dopo la conquista e la distruzione di Gerusalemme”. Parlando invece di una successiva devastazione, quella nazifascista, si ritaglia a Pio XII un ruolo eroico che non fu decisamente il suo.
Su Repubblica si parla della “rete oscura” dietro all’uccisione del magistrato paraguaiano Marcello Pecci, il Giovanni Falcone sudamericano “che con le sue indagini sul riciclaggio ha cominciato a colpire non solo gli interessi dei grandi cartelli della droga, ma a illuminarne le complicità con uomini delle istituzioni dei Paesi — Argentina, Paraguay, Brasile — che si dividono la Tripla Frontera”. Dietro il delitto la possibile ombra di Hezbollah.
Di Libano ed Hezbollah tratta anche l’Espresso, sostenendo che Israele “proseguirà non soltanto la guerra per impedire trasferimenti di armi”, ma anche “il conflitto a bassa intensità” contro l’Iran in corso da anni per impedire che Teheran si doti dell’arma nucleare.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(29 maggio 2022)