Oltremare – Nel frattempo

E mentre noi seguivamo, chi più da vicino chi più da lontano, la vicenda delle bandiere, e ci arrabbiavamo o meno per le intemperanze di questo o di quello e ci preoccupavamo per le possibili violenze, visto che la miccia era accesa ed era solo questione di tempo che raggiugesse la botte con dentro la dinamite; mentre noi al centro-sud, per abitudine più che altro, ci assicuravamo che non ci fossero oggetti ad impedire eventuali corse alla stanza blindata; mentre insomma si stava un po’ con il fiato sospeso in tutta Israele, c’erano ieri decine di migliaia di israeliani vestiti in bianco ma a lutto, che ricordavano i loro nonni, genitori, fratelli, figli, che a Gerusalemme sarebbero venuti anche a piedi fino dall’Etiopia, ma non ce l’hanno fatta ad arrivare e sono caduti lungo il cammino. È sempre una notizia di secondo piano, un “nel frattempo”, e le immagini sono sempre molto pittoresche, con tutto quel vestirsi in modo tradizionale ed elegante, i turbanti bianchi e i vestiti banchissimi dei leader religiosi, i saluti emozionati delle autorità, e la promessa di farli arrivare davvero tutti questi fratelli lontani d’Africa, i quasi ultimi arrivati fra le grandi ondate di aliyah che hanno messo su il paese. E forse si scontra un po’ con l’atmosfera di per sé festiva della giornata il fatto che gli etiopi vivono proprio durante Yom Yerushalayim una specie di Yom Hazikaron tutto loro, con le cerimonie per ricordare tutti i quattromila e più, molti senza nome, moltissimi senza tomba, che erano partiti ma in Israele non sono arrivati mai. Non servono bandiere lì. Servirebbe più lavoro durante l’anno per far sì che l’unica alyiah colorata diventasse anch’essa un successo e non rimanesse una presenza largamente ignorata durante tutti i 364 altri giorni in cui non si sale all’Har Herzl a fare discorsi ufficiali. Ma accontentiamoci del fatto che la attuale ministra dell’Aliyah è Pnina Tamano-Shata e che in giugno si dovrebbe finalmente sbloccare la situazione per diverse centinaia di etiopi che hanno tecnicamente diritto di fare l’alyiah e dovrebbero poter arrivare. Anche le riunioni di famiglie da anni separate sono sempre una bella immagine al tiggì della sera.

Daniela Fubini

(30 maggio 2022)