Iran, atomica a un passo

L’Aiea, l’agenzia internazionale per l’energia atomica, lancia l’allarme: l’Iran si sarebbe dotato di scorte di uranio in una quantità 18 volte superiore rispetto ai limiti. Un dato che preoccupa, scrive Repubblica, “perché i 43,1 kg di uranio arricchito al 60% potrebbero essere trasformati in 25 kg di uranio arricchito al 90% nel giro di circa due settimane”. Quest’ultima, si ricorda, “è la soglia necessaria per la costruzione di un’arma atomica”.
Non nasconde la propria inquietudine Israele, da anni in prima linea nella denuncia di una possibile minaccia nucleare da parte di Teheran. Del tema si occupa anche il Foglio, parlando ad esempio della guerra segreta in corso con l’Unità 840. E cioè “il nuovo tentacolo della ‘piovra’ iraniana”.
Ieri intanto Israele è stato protagonista, insieme agli Emirati Arabi Uniti, della stipula di uno storico accordo commerciale. Per lo Stato ebraico, sottolinea il Sole 24 Ore, si tratta “del primo e più importante patto di libero scambio con un Paese arabo”. I dazi doganali, è stato comunicato, saranno eliminati sul 96% dei prodotti scambiati tra i due Paesi, “inclusi cibo, agricoltura, cosmetici, attrezzature mediche e medicinali”.

“Sostenere l’Ucraina politicamente e militarmente, sanzionare la Russia e prosciugare la sua capacità di finanziare il conflitto, isolarla internazionalmente”. La strategia della UE non cambia. A ribadirlo al Corriere è Stefano Sannino, segretario generale del Servizio europeo per l’Azione esterna. Sul fronte dei contatti diplomatici Ian Bremmer, il noto politologo, si dice scettico sul piano proposto dall’Italia. “L’unico tipo di negoziato che si sta muovendo ora – spiega alla Stampa – è per sbloccare l’impasse sui rischi relativi alla sicurezza alimentare, al fine di riprendere le esportazioni di grano”. Secondo Bremmer al momento non ci sarebbero le condizioni “per allargare il confronto ad altri ambiti”.
Domenico Quirico, sempre sulla Stampa, vede una nuova Cortina di ferro nel futuro dell’Europa. Una guerra sospesa che il giornalista paragona a “quanto accadde tra arabi e israeliani dopo la fulminante vittoria ebraica del 1967, dal canale di Suez alle alture del Golan siriano: Quneitra città morta, il Sinai irto di cannoni”. Per il giornalista “una guerra non guerra che durò in un alternarsi di immobilità e guizzi fino al conflitto successivo nel 1973”.

Cardiff, la capitale del Galles, avrebbe dovuto omaggiare Guglielmo Marconi con una statua e altre iniziative. Un progetto congelato, almeno al momento, per via delle sue simpatie fasciste e di alcuni atteggiamenti discriminatori verso studiosi ebrei manifestatisi già nel 1932. Ne parla Repubblica, segnalando come ad aprire questo capitolo siano state alcune ricerche svolte in un suo saggio da Annalisa Capristo.

Molti quotidiani, nel ricordare l’ex presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia scomparso ieri all’età di 98 anni, danno evidenza alle parole della senatrice a vita Liliana Segre. “Un maestro di libertà”, la sua testimonianza.

Torna in libreria “I torinesi da Cavour a oggi”, saggio del 2002 di Aldo Cazzullo. Le pagine locali del Corriere ne riportano un brano: tra le figure che si celebrano illustri torinesi come Rita Levi Montalcini e Vittorio Foa. Nella occasione del 2 Giugno intanto Rivarolo Canavese, Comune della provincia, dedicherà un totem e un’area giochi alla famiglia Colombo che fu vittima della persecuzione nazifascista (La Stampa). Un’altra famiglia ebraica, quella dei Matatia, sarà invece commemorata a Riccione (Resto del Carlino).

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(1 giugno 2022)