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Nascondigli

Al Museo Nazionale di Arte Moderna di Varsavia tre grandi sale sono dedicate alla mostra dell’architetta, antropologa, curatrice d’arte Natalia Romik intitolata “Nascondigli. L’architettura della sopravvivenza”. Insieme a un gruppo di esperti Romik ha individuato, studiato e riprodotto elementi di nove nascondigli di cui si sono serviti ebrei durante la Seconda guerra mondiale in Polonia e nell’attuale Ucraina. È stata “recuperata” non solo la struttura dei luoghi, ma anche la storia di chi vi ha abitato. Ogni dettaglio architettonico dei nascondigli è stato ricostruito, ogni resto materiale catalogato ed esposto e farà poi parte della collezione del museo ebraico di Varsavia. In realtà ben poco è rimasto. Qualche pagina di libro, un grande piatto spezzato, un agnellino di Pasqua (!) in ceramica, i disegni di un ragazzino sulle pareti di legno di un armadio in cui aveva abitato per forse due anni. I luoghi più caratteristici? Le fogne di Leopoli (di cui narrava il film di Agnieszka Holland In Darkness), le fondamenta di una tomba di famiglia nel cimitero ebraico di Varsavia, il tronco cavo di un gigantesco albero morto in un bosco in Ucraina. Quanta determinazione, quanta volontà indomita, per poter sopravvivere in questi luoghi di escrezione e di morte.

Laura Mincer, polonista, Università di Genova