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Memoriale e Cdec a porte aperte,
grande risposta della città

Grande interesse e un flusso continuo di pubblico per vedere i nuovi spazi del Memoriale della Shoah di Milano. Per ascoltare dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (Cdec), trasferitasi all’interno della struttura del Memoriale, la storia e la ricchezza del suo archivio e della sua biblioteca. Il colpo d’occhio dei libri ben visibili sin dall’ingresso è il segnale di un luogo aperto a tutti, pronto ad accogliere studiosi, ricercatori e semplici curiosi. Una preziosa copia della prima edizione di Se questo un uomo di Primo Levi (Francesco De Silva, 1947) fa capolino all’ingresso della biblioteca prima di essere collocata al suo posto. Un piccolo esempio di un patrimonio, quello dell’archivio del Cdec, che ora trova posto nel cuore della città, a due passi dalla stazione centrale, e quindi molto più semplice da raggiungere.

“Fa impressione pensare che qui sopra, oggi come nel 1943, ci sia un mondo parallelo. – racconta un gruppo di visitatori – Allora, mentre qui si consumava la tragedia, le persone prendevano tranquillamente il treno per andare ad esempio in vacanza. Non sapevano o forse non volevano sapere”. Oggi, aggiungono, non ci si può permettere di non conoscere questo luogo. “È bello vedere come qui si faccia Memoria e allo stesso tempo cultura e ricerca”. Durante la giornata di porte aperte al pubblico – dalla prossima settimana la biblioteca sarà ufficialmente accessibile a tutti per la consultazione – alcuni ospiti hanno introdotto i diversi gruppi al significato del Memoriale e del nuovo polo che si è creato con il Cdec. Ad alternarsi così nel corso della giornata sono stati Andrée Ruth Shammah, Mario Calabresi, Lorenzo Bises, Nadeesha Uyangoda, Geppi Cucciari, Diego Passoni e Guido Morpurgo. “Abbiamo avuto davvero tante persone. Se ci fosse stata la possibilità, avremmo potuto fare anche più gruppi. E la cosa positiva è stata vedere volti che non avevamo mai visto al Memoriale prima”, racconta Marco Vigevani, responsabile del programma degli eventi del Memoriale. “Il nuovo polo diventerà operativo da settembre con un calendario di eventi e iniziative, ma l’inaugurazione ci ha dato un grande segnale di vitalità”. “È stato veramente impressionante vedere così tante persone. – sottolinea il direttore della Fondazione Cdec Gadi Luzzatto Voghera – E quei libri a vista, disponibili per tutti, sono la dimostrazione delle sfide che ci aspettano: di aprirci sempre di più al pubblico”. Mentre il programma degli eventi è ancora da definire, alcuni incontri operativi si sono già tenuti. Ad esempio la riunione della redazione di Quest, il periodico della Fondazione Cdec, che si è riunito per la prima volta nella biblioteca. “La sensazione è di essere in un luogo vivo e vitale”, commenta a margine della riunione lo storico Michele Sarfatti. E, indicando il lungo corridoio un tempo percorso dei camion della deportazione, ricorda come il nuovo polo rappresenti una realtà unica in Europa: sia luogo di Memoria sia centro di ricerca.

Foto Nicolò Piuzzi / Fondazione Memoriale della Shoah di Milano