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Ebraica, quindicesima edizione al via
con la Notte della Cabbalà

Musica, teatro, letteratura. Mondi in dialogo nel nuovo appuntamento con la Notte della Cabbalà che come tradizione ha dato il via anche quest’anno al festival Ebraica (21-23 giugno) promosso dalla Comunità ebraica di Roma e curato da Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Marco Panella. Filo conduttore il tema “Back to Humans”, che animerà numerosi incontri e interventi con ospiti sia italiani che internazionali. Un’occasione, come anche l’argomento portante di questa quindicesima edizione suggerisce, per riflettere sulla qualità delle relazioni interpersonali in un mondo che sta cercando di voltare pagina rispetto agli oltre due anni di faticosa convivenza con la pandemia.
In apertura di “Notte” un omaggio all’attrice Barbra Streisand per i suoi 80 anni di vita e i molti decenni di carriera ad altissimi livelli: in suo onore è stato infatti svelato un allestimento fotografico con le copertine degli album più significativi di un percorso artistico d’eccezione. Ad essere evocata tra tante anche un’indimenticabile esecuzione dell’Hatikwa, l’inno d’Israele, in una serata che la vide protagonista di un toccante dialogo a distanza con Golda Meir.
La serata si è aperta con una lezione della studiosa Yarona Pinhas, caratterizzata da una esposizione sull’amore nell’ebraismo “inteso come processo di crescita continuo, in divenire, una creazione graduale”. Sul palco è salito poi uno dei più importanti attori italiani, Silvio Orlando, che ha ripercorso vita e radici del grande scrittore Romain Gary, autore tra gli altri di Educazione Europea e La vita davanti a sé. Ad introdurre l’intervento un dialogo con la giornalista Loretta Cavaricci. Spazio quindi al monologo Referendum pandemico, scritto dalla giornalista di Radio 24 Elisabetta Fiorito e interpretato dall’attrice Rosaria De Cicco.
Una notte a porte aperte che ha dato a tanti romani, cui si è rivolta con un messaggio di saluto la presidente della Comunità Ruth Dureghello, la possibilità di visitare il quartiere e alcuni dei suoi luoghi più rappresentativi. Tra cui la Casina dei Vallati, sede della Fondazione Museo della Shoah, il Tempio Maggiore e il Museo ebraico. Ad essere esposta per l’occasione una Summa Cabalistica, un raro e prezioso manoscritto datato tra il XVI e il XVII secolo.

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