moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

Oltremare – Gatti

È partita la gara per l’accaparramento dei gatti. Cose di un altro mondo, o forse cose che si possono pensare soltanto in campagna e che a chi come me in campagna ci è arrivato relativamente da poco possono far alzare un sopracciglio o anche due.
Ma è un fatto, ormai è giugno inoltrato e circolano messaggi che non lasciano spazio a dubbi sui gruppi whatsapp locali, quelli che di solito sono pieni di vendite dirette di prodotti ortofrutticoli – dal produttore al consumatore a chilometro fra lo zero e i dieci o venti al massimo -, e allerte blackout; sì, è il 2022 e siamo la Start Up Nation, ma in piena estate e pieno inverno qui nella periferia relativa abbiamo ancora problemi con la corrente elettrica, come fossimo la generazione dei fondatori. Zappa in spalla e cappello bianco, intendo. Altro che cyber security e navicelle spaziali verso la luna.
Ma tornando ai gatti, se nelle città arrivano messaggi con foto stucchevoli di cuccioli che se nessuno adotterà faranno una fine terribile, qui l’invito è a prendersi uno o due gattini da tenere espressamente in giardino perché i gatti si sa, proteggono da zanzare, scarafaggi, topi e serpenti. Si noti i climax di grandezza. Trattasi di gatti cacciatori, che si muovono esattamente come tigri in miniatura. E infatti, atterrano senza tanti complimenti anche uccellini nemmeno tanto piccoli, e non particolarmente sgradevoli a noi umani. Ma comunque, il fatto di avere gatti in zona e non doversi preoccupare troppo della serie di fastidi di cui sopra è allettante. La foto dei gattini è tale e quale a quella dei felini di città, ma qui prende tutta un’altra aria: questo qui mi pare bello scattante e forte, che dici? Contro un piccolo di serpente vince lui?
Sta di fatto che nel nostro giardino si era stabilita sua sponte una gatta cacciatrice con quattro gattini e uno o forse due compagni (possono i gatti non essere monogami?), ma da un paio di giorni se ne sono andati. Svaniti, tutti. Evidentemente uno dei nostri vicini, forse di quelli che vivono proprio sul limite fra il moshav e i campi, ha giudicato di aver bisogno di un po’ di aiuto contro il lato sgradevole della natura che ci circonda, e ha messo qualche ciotola di latte o perfino croccantini per attirarli e farli restare da lui. Lo scopriremo presto, perché nulla sfugge al whatsapp del moshav e se qualcuno vede una famiglia di sei o sette gatti cacciatori la notizia girerà.

Daniela Fubini