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Cocci di un mondo spezzato

Nel 1942 l’autorità tedesca di occupazione dei Paesi Bassi aprì presso Barneveld [Gheldria] un Campo di internamento per 700 notabili ebrei olandesi – artisti, medici, scienziati, industriali, veterani olandesi combattenti nelle fila dell’esercito prussiano durante la Prima Guerra Mondiale – appositamente inseriti in una lista stilata dal Segretario Generale presso il Dipartimento dell’Interno dei Paesi Bassi Karel Johannes Frederiks; identificati come Barneveld Group, furono alloggiati presso il castello De Schaffelaar e la tenuta privata De Biezen.
Gli ospiti del Kamp Barneveld furono colà alloggiati in condizioni di relativa tranquillità rispetto alla maggior parte dei Campi aperti dal Reich per l’internamento della popolazione civile; fu loro consentito di portarsi da casa indumenti, arredo, stoviglie e utensili, furono altresì organizzati spettacoli musicali e teatrali e inoltre fu creata una scuola.
Nel settembre 1943 il Barneveld Group fu trasferito a Westerbork e successivamente a Theresienstadt, morirono decine di membri del gruppo; nel febbraio 1945 alcuni di loro furono trasferiti in Svizzera per uno scambio di prigionieri con gli Alleati.
Il compositore e direttore di coro Israël Jacques Olman (nell’immagine a fianco), direttore del coro Santo Servicio della Portugees Israëlitische Gemeente di Amsterdam, scrisse musica sinagogale, pezzi corali di ispirazione socialista, sinfonie, oratori, opere; nel 1906 sposò Marianne Bonn dalla quale ebbe due figli ma Marianne morì nel 1937 mentre uno dei due figli non sopravvisse alla Guerra.
Nel 1927 Olman scrisse l’oratorio Arbeids-Verrijzenis per l’associazione corale operaia Bond van Arbeiders Zangverenigingen, nel 1932 la radio olandese trasmise più volte la sua Symphonie voor den Arbeid; durante il periodo iniziale dell’occupazione tedesca Olman era sufficientemente protetto dal suo secondo matrimonio nel 1938 con la cattolica francese Maria Lagroute.
Nel 1943 Olman fu collocato per un breve periodo presso il Campo di transito di Westerbork e in seguito trasferito a Barneveld, ivi scrisse diverse opere; nuovamente trasferito a Westerbork dopo la chiusura di Kamp Barneveld, fu rilasciato nel marzo 1944 in ragione della nascita di suo figlio Pierre avvenuta pochi mesi prima (Olman morì l’8 maggio 1968 a L’Aja).
Nel 1934 lo scrittore, compositore e cantautore tedesco Erich Knauf passò diversi mesi tra i Lager di Oranienburg e Lichtenburg a causa di una sua feroce critica pubblicata su un giornale berlinese riguardante la Carmen di G. Bizet allestita all’Opera di Berlino, teatro del quale il potente gerarca del regime nazionalsocialista Hermann Göring era mecenate; nel 1943 a Wilmersdorf la sua abitazione fu distrutta a seguito di un raid dei bombardieri Alleati, perciò fu costretto a passare una notte nel rifugio antiaereo insieme all’amico Eric Ohser.
Incautamente, durante la loro permanenza notturna nel rifugio Knauf e Ohser espressero ad alta voce giudizi pesanti e ironici su Hitler e Göring; altri civili presenti nel rifugio ascoltarono la conversazione, l’indomani fecero delazione alla Gestapo.
Il 28 marzo 1944 Knauf fu arrestato e pochi giorni dopo condannato a morte da un Tribunale del popolo tedesco [Volksgerichtshof], il 2 maggio 1944 fu decapitato nella prigione di Brandeburgo-Görden; la vedova Erna Knauf ricevette dal governo una fattura di circa 600 Reichsmark per i costi del processo e dell’esecuzione capitale di suo marito.
L’immensità dello spirito di un musicista deportato non si manifestava palesandone il dolore ma occultandolo tra i piloni di cemento dell’architettura della sua opera, tra la fine di un periodo musicale e il respiro che reclama il periodo successivo.
La musica di chi soffre è terapeutica, non soltanto allevia la sofferenza ma guarisce e, come scrive Rainer Maria Rilke, lascia ferite senza cicatrici; la sofferenza è in partitura come la filigrana è in una banconota, per vederle entrambe occorre scrutare partiture e banconote in controluce.
Animato dall’idea profondamente ebraica del Tikkun Olam, chi ha creato musica in cattività ha creato un mondo migliore incollando i cocci di un mondo che sembrava irrimediabilmente spezzato.

Francesco Lotoro