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Maturità e Memoria

Il 18% dei maturandi italiani ha scelto il tema su Liliana Segre e le leggi razziste.
Varie testate, dal Corriere a Fanpage, hanno ripreso le prime considerazioni a caldo espresse a Pagine Ebraiche. Con il giornale dell’ebraismo italiano Segre ha parlato di segnale importante “sia per i ragazzi che ormai prendono tutte le loro notizie dai telefonini sia per i loro genitori, che al tempo della persecuzione non erano nati, e che spesso ignorano quanto accaduto”. La maturità nel segno della Memoria è in evidenza in vari titoli, anche di prima pagina. Tra gli altri “Dall’iperconnessione a Segre. Torna l’onestà della parola scritta” (Repubblica) e “Da Segre al Covid la maturità che guarda alla vita quotidiana” (La Stampa). 
In una intervista con il Corriere la Testimone della Shoah torna alle drammatiche ore di quel giorno di settembre del 1938 che rappresentò uno spartiacque della sua esistenza: “Quando sei espulsa dalla scuola a otto anni non perché hai fatto qualcosa di male ma soltanto perché sei ebrea, le altre bambine ti considerano invisibile”. Non tutti hanno apprezzato le tracce della maturità. Non Libero, ad esempio, che titola: “Il politically correct trionfa pure nei temi”.

“Alla fine, paradossalmente, bisognerà quasi ‘ringraziare’ quanti si ostinano ad accusare Pio XII di un ‘colpevole’ silenzio sulla Shoah e di (inesistenti) simpatie per la Germania nazista. Sì, perché i loro scritti, alcuni sbandierati come il frutto di nuove ricerche condotte sugli archivi vaticani da poco aperti agli studiosi, sono uno stimolo per studi ben più approfonditi che documenti alla mano dimostrano sempre più l’infondatezza di certe leggende nere”. È la tesi sposata da Avvenire, dove oggi si attacca il nuovo libro di David Kertzer Un papa in guerra riprendendo anche un precedente attacco dell’Osservatore Romano. A detta di vari esperti in quest’ultima opera lo studioso Premio Pulitzer getterebbe invece una nuova e fondamentale luce sui silenzi di Pio XII e i suoi rapporti con nazismo e fascismo.

Del libro di Kertzer scrive anche Andrea Riccardi, intervenendo sul Corriere. Secondo lo storico della Chiesa il testo, “nonostante la notevole originalità della documentazione e la scrittura brillante”, non sfuggirebbe “a una logica che ha già situato Pio XII in un ruolo un po’ complice per la sua prudenza diplomatica: lo si vede, per guardare solo a Roma tra il 1943 e il 1944, nella ricostruzione da lui fatta sull’ospitalità ai ricercati e agli ebrei”. Per Riccardi l’ombrello vaticano e la volontà di Pio XII in queste iniziative di assistenza sarebbero “fatti acquisiti dalla storiografia”.

Il Fatto Quotidiano continua ad ospitare interventi imbarazzanti sul conflitto in Ucraina. “Il supertecnico Draghi rappresentava già un esperimento azzardato, una sospensione della politica in una governance amministrativa che avrebbe dovuto risolvere problemi burocratico-finanziari. Oggi scopriamo il volto più nascosto di questa amministrazione, che si è rivelata una forma di necropolitica”, scrive Donatella Di Cesare a proposito del sostegno (anche militare) offerto a Kiev. Non è da meno Moni Ovadia, che rivolgendosi ai Cinque Stelle auspica l’adozione di una posizione sul conflitto “che abbia il coraggio di respingere la guerra e la sua gestione da parte dell’esecutivo, basata esclusivamente sugli ordini degli Stati Uniti”.

Si annuncia una estate nel segno della siccità. “All’estero in zone quasi desertiche utilizzano velivoli o droni per provocare la pioggia. Potrebbe essere il caso di cominciare a pensarci anche in Italia?” si chiede un lettore del Corriere, sottolineando come in questo campo Israele “sia un esempio per tutto il mondo”.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(23 giugno 2022)