“UE e Ucraina,
gli stessi valori”

Con una decisione accolta come “unica” e “storica” da Kiev il Consiglio europeo ha approvato lo status di candidato all’UE per l’Ucraina (insieme alla Moldavia). “Quattro mesi fa l’Ucraina e l’Europa erano molto distanti. Da allora è cambiato tutto. Sappiamo bene che il processo per diventare Paesi membri a pieno titolo sarà lungo. In ogni caso, il messaggio è già chiaro: l’Ucraina fa parte del progetto di integrazione europea, finisce l’era dell’incertezza, si apre un’epoca nuova tra Paesi che condividono gli stessi valori”, la soddisfazione del ministro degli Esteri Dmytro Kuleba in una intervista con il Corriere.
Continua intanto la guerra con la sua mattanza quotidiana. Guardando al campo russo il Corriere rileva come Putin stia mandando allo sbaraglio soprattutto le minoranze etniche, che hanno una possibilità enormemente superiore di morire rispetto ai “coetanei di Mosca o di San Pietroburgo”. Spesso, si racconta, “sono musulmani dell’Ossezia del Nord o del Daghestan o buddisti tibetani della Buriazia o della Repubblica di Tuva, alle frontiere della Mongolia”. Oppure “vengono da qualche provincia sperduta dell’Estremo Oriente non lontana dai confini con la Cina e con la Corea del Nord, come la Provincia ebraica autonoma dove Stalin aveva cercato di deportare un’intera minoranza scomoda”.

Presentati in Senato i risultati dell’indagine promossa dalla Commissione contro l’odio ispirata e presieduta da Liliana Segre. Intervistata dalla Stampa, la senatrice a vita sottolinea che vi è stata convergenza, da parte dei suoi membri, sul fatto “che il problema dell’odio diffuso è un problema reale e che sono i social e il web i principali diffusori dei discorsi razzisti o discriminatori”. E che spesso “gli scambi di opinione su questi mezzi fomentano l’odio, non lo placano”. Cose forse risapute, aggiunge Segre, “ma un conto è immaginarsele, un conto è averle analizzate approfonditamente”.

Negli scorsi giorni la stampa cattolica ha più volte attaccato David Kertzer per il suo libro su Pio XII. In particolare per le nuove rivelazioni sui “silenzi” e il rapporto del papa con nazismo e fascismo. “L’agiografia papale può avere il suo posto, ma mi sembra più importante comprendere meglio questo tragico capitolo della storia umana” ribadisce lo storico statunitense, vincitore in passato del Pulitzer, su Repubblica. “Quando più di mille ebrei vennero rastrellati nella sua città per essere mandati ad Auschwitz, il papa non disse una parola. Non fu complice, fu debole” l’opinione di Corrado Augias sul Venerdì.

Israele tornerà presto al voto, verosimilmente in novembre. Il grande favorito, per molti, è l’ex premier Netanyahu. Su Libero lo si definisce “il politico dalle nove vite, già dato per spacciato più e più volte, ma sempre riemerso più forte e furbo di prima”.

Su 7 del Corriere si segnala la messa in onda, lunedì prossimo su Rai Tre, di un approfondimento dal titolo “Apartheid Israel”. Il programma è parte di una serie di otto reportage che, a detta del Corriere, “svelano come la libertà, in tutte le sue declinazioni, e l’uguaglianza delle persone siano violate da regimi autoritari, da autocrazie e anche in Paesi democratici nei confronti dei più deboli e delle minoranze”. Di recente anche Amnesty International ha accusato Israele di apartheid. “Bugie che rilanciano tesi antisemite”, la reazione del governo di Gerusalemme. 

Incontro interreligioso a Bertinoro tra vescovi, rabbini e delegati delle diocesi dell’Emilia Romagna. Particolarmente evocativo lo sfondo urbano. Qui, ricorda Avvenire, “è nato nel 1455 rabbi ‘Ovadyah Yare, autore di un autorevole commentario sulla Mishnà, e qui, nella Rocca che fu sede dell’episcopio, è ospitato il Museo interreligioso dedicato alle tre religioni monoteiste”.

Nelle pagine del Foglio dedicate all’arte una testimonianza sul cimitero ebraico di Urbino. Una prima presenza ebraica documentata, si legge, “risale alla metà del Trecento, nella zona denominata ancora oggi ‘Monte degli Ebrei’ e dove da sempre risulta esservi stato il luogo di sepoltura”.

Il sindaco di Roma Gualtieri tra gli ospiti della giornata conclusiva del festival Ebraica. “È l’ora del rilancio di Roma” il messaggio del primo cittadino, segnalato tra gli altri dal Messaggero. Cronache della serata anche sulle pagine romane di Corriere e Repubblica.   

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(24 giugno 2022)