I droni di Hezbollah
“La crisi dell’istruzione non può aspettare. I bilanci degli ospedali non possono essere rimandati. L’Iran, Hamas e Hezbollah non aspettano. Dobbiamo agire contro di loro in tutte le arene, in qualsiasi momento, ed è esattamente quello che stiamo facendo”. Si è presentato così Yair Lapid, neo primo ministro d’Israele, che guiderà il Paese fino alle elezioni di novembre. Subito “una grana” per lui, come la definisce Repubblica: i tre droni lanciati da Hezbollah e poi bloccati sulle acque israeliane, vicino alla piattaforma per l’estrazione del gas del giacimento Karish. Un episodio che, viene evidenziato, “alza il livello delle tensioni nella regione in una fase delicata per lo Stato ebraico, tanto a livello geopolitico internazionale quanto interno”.
Un’altra tensione che prosegue è quella con l’Iran, soprattutto sulla questione del nucleare. Secondo Il Fatto Quotidiano “la guerra delle ombre fra Israele e Iran lascia ogni giorno nuove vittime”. È il caso, si legge, dell’alto generale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane “segretamente arrestato all’inizio di giugno” per presunto spionaggio a favore di Gerusalemme.
In un vergognoso articolo Il Giornale attacca David Parenzo concentrandosi in modo maniacale sulla sua identità. “Torà, menorah, trasgressione”, “radical Pesach”, “La stella di David, ormai, brilla altissima” e molte altre espressioni, che si vorrebbero umoristiche ma risultano al contrario agghiaccianti, caratterizzano questo sconcertante intervento infarcito anche di strafalcioni (come quando lo si qualifica come “il figlio del rabbino capo di Padova”). Addirittura, a un certo punto, lo si definisce “il prediletto” dell’Onnipotente (usando come termine il tetragramma divino).
Libero sdogana Carlo Fidanza, europarlamentare di Fratelli d’Italia. “Il fascismo non esiste più” il messaggio associato all’esponente politico, al centro dell’inchiesta sulla “lobby nera” per le sue simpatie estremiste. L’intervistatore gli chiede anche quale sia il suo pensiero sull’antisemitismo. “Una piaga del nostro tempo” dice Fidanza, che in autunno l’inchiesta di Fanpage svelò tra i protagonisti di una serata “nostalgica” tra battute antisemite e saluti nazisti.
“Traballa la colonna del Duce”. Così il Corriere nel riferire gli ultimi sviluppi relativi a un monumento celebrativo del fascismo donato da Mussolini alla città di Chicago a metà anni Trenta: una colonna romana lì trasferita dall’area di Ostia Antica. L’attuale sindaco si sta attivando affinché sia rimossa.
Non è esclusa l’ipotesi del terrorismo per l’attacco compiuto ieri pomeriggio in un mall di Copenaghen. Finora, riporta Repubblica, “le autorità hanno arrestato un sospettato, un 22enne danese, ma stanno cercando di capire se ci sono eventuali complici”. Tre al momento i morti, diversi i feriti.
Lutto nel mondo del teatro. A 97 anni è morto Peter Brook, gigante e mattatore di un’epoca. “Brook – ricorda tra gli altri Repubblica – era nato a Londra il 21 marzo 1925 da genitori ebrei immigrati dalla Lettonia. È un giovane ambizioso, creativo, gli piace il cinema ma è difficile entrare in quel mondo. Si avvicina al teatro e a 21 anni, nel ’46, firma una messa in scena di Love’s labour’s lost, e l’anno dopo Romeo e Giulietta”. Shakespeare, si sottolinea, “resterà l’autore di riferimento della sua vita”.
Il Corriere Milano segnala la scomparsa dell’urbanista Edoardo Varon, definendolo un “protagonista della vita universitaria e della Comunità ebraica”.
Secondo il Giornale Milano vi sarebbe una regola “non scritta” nella Comunità: quella di non indossare la kippah “per ragioni di sicurezza e incolumità”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(4 luglio 2022)