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Italia-Brasile, Klein fischia di nuovo
per onorare la Storia e “Pablito”

Scoccano le 17.15 – l’ora esatta in cui iniziò Italia-Brasile ai Mondiali di Spagna ’82, “la partita” per antonomasia del nostro calcio – quando l’israeliano Abraham Klein, oggi splendido 88enne, torna a fare il gesto che più gli è stato familiare per i lunghi anni della sua onorata carriera di arbitro internazionale: avvicinare le labbra al fischietto e farlo risuonare affinché sia chiaro che da quel momento la situazione sarà sotto il suo totale ed esclusivo controllo. Un gesto cui si è prestato col sorriso nel 40esimo anniversario di quella partita leggendaria che proiettò gli Azzurri (e indirettamente anche lui) nella Storia, in un Salone d’onore del Coni con presenze azzurre di qualità accorse a Roma per onorare l’indiscusso protagonista di quel match, Paolo “Pablito” Rossi, cui è dedicata la mostra “Un ragazzo d’oro” aperta da oggi al pubblico.
Un ragazzo d’oro anche per Klein, che già lo scorso autunno volle posare davanti alla maglia di “Pablito” al Museo del calcio di Coverciano dedicandogli parole di grande affetto (“Un esempio di lealtà, un gentiluomo”). Ieri, al suo fianco, c’erano tra gli altri il presidente del Coni Giovanni Malagò, il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina, la vedova del campione Federica Cappelletti, gli ex compagni di squadra Marco Tardelli e Bruno Conti. Una rimpatriata di campioni nel nome di Rossi. E la sensazione, anche per Klein, di stare di nuovo in famiglia.