Quando le Maccabiadi
incontrano le Olimpiadi

Due ospiti d’eccezione per le Maccabiadi in programma a partire dal 12 luglio in Israele. In questa edizione speciale all’insegna della nuova “normalità” post restrizioni pandemiche l’onore di accendere la torcia è andato infatti a una coppia di atleti che ha fatto emozionare il Paese la scorsa estate: Artem Dolgopyat e Linoy Ashram, entrambi vincitori di una medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo. Che sono state magiche per i colori azzurri, ma anche per una delegazione israeliana che mai come in Giappone si è distinta per risultati e soddisfazioni nel medagliere.
Le Maccabiadi incontrano le Olimpiadi, quindi. E non è certo la prima volta nella storia di questi Giochi aperti alla gioventù ebraica internazionale che hanno avuto tra i protagonisti del passato lontano e recente figure del calibro di Mark Spitz, il leggendario nuotatore che fu mattatore di un’epoca, e la ginnasta pluripremiata Aly Raisman. Oltre 10mila gli sportivi in lizza. Quarantadue le discipline in cui si sfideranno per due settimane, con 80 Paesi rappresentati (l’Italia giocherà con il logo UCEI sulla maglia) e oltre 2mila medaglie in palio. L’attenzione sarà anche per i tanti nomi illustri coinvolti, a partire proprio da Dolgopyat e Ashram. Il primo, nato a Dnipro in Ucraina ed emigrato in Israele dodicenne, si era imposto nel corpo libero al termine di una lotta serrata con un collega spagnolo: arrivo a pari punti, ma vittoria per Dolgopyat in ragione dell’esercizio più difficile svolto. La seconda, fresca di ritiro malgrado la giovane età, aveva invece trionfato nella ginnastica ritmica individuale all-around. Un pizzico d’Italia nel suo successo visto la precedente militanza nell’Associazione Sportiva Udinese. Ora che Ashram ha raggiunto il suo traguardo, ora che il suo sogno di un trionfo a cinque cerchi ha spezzato il decennale monopolio est-europeo nella ritmica, ha scelto di dedicarsi alla carriera di allenatrice. Sia Dolgopyat che Ashram sono passati dalle Maccabiadi, dando prova anche qui del loro talento. Nell’edizione 2017 Dolgopyat aveva vinto due medaglie d’oro e un bronzo, mentre Ashram cinque ori. Chiari indizi di una carriera che li avrebbe portati ancora più in alto. A portare la torcia saranno invece Avishag Semberg, altra beniamina israeliana, bronzo olimpico nel taekwondo; la nuotatrice Anastasia Gorbenko; i nuotatori paralimpici Mark Maliar e Iyad Shalabi; il giocatore di baseball Ian Kinsler. Sarà un’edizione “diffusa”, con ben 17 città in campo con accoglienza e impianti. Tra le più sollecitate Gerusalemme, Haifa, Netanya e Tel Aviv. Ma tutta Israele sarà, di fatto, sede di gara. Racconta Arik Ze’Evi, chairman della ventunesima Maccabiade: “La competizione è cresciuta nel corso degli anni. Non sarebbe possibile, ad oggi, delimitarla in un singolo villaggio olimpico. Per questo, in questa edizione, tutto lo Stato d’Israele sarà il nostro villaggio”. Un’edizione intrecciata a un importante anniversario: i cento anni dall’istituzione della Maccabi World Union, festeggiati in primavera alla presenza tra gli altri del Capo dello Stato Isaac Herzog. Non di solo sport si parla quando le Maccabiadi sono sulla scena, aveva ricordato Herzog declinando le caratteristiche peculiari di un torneo in cui, da sempre, si incontrano gioco, valori e identità.

(Nelle immagini: una passata edizione delle Maccabiadi, Linoy Ashram e Artem Dolgopyat)