Tour de France, la squadra israeliana
protagonista di un’altra impresa
Un’altra giornata di gloria al Tour de France per la Israel Premier Tech, vincitrice sul traguardo della sedicesima tappa della “Grand Boucle” con il canadese Hugo Houle. Trentuno anni, una carriera da gregario senza guizzi particolari fino ad oggi, ha centrato l’impresa della vita nella prima frazione dell’ultima settimana di corsa. Houle, braccia al cielo, ha dedicato la vittoria al fratello Pierrick rimasto ucciso dieci anni fa in un incidente stradale. Insieme si erano avvicinati al ciclismo e insieme avevano sognato, un giorno, di essere protagonisti al Tour: nel ricordarlo a fine gara l’atleta, originario del Quebec, è scoppiato a piangere.
Un Tour che si sta rivelando indimenticabile sia per Houle che per la squadra israeliana, al suo secondo successo di tappa. Due vittorie non banali: la prima nella quinta frazione, con l’australiano Simon Clarke ad imporsi nella “mini Parigi-Roubaix” che ha visto il gruppo sfidarsi su decine di chilometri di pavé da Lilla ad Arenberg Port du Hainaut; e oggi con Houle primo all’arrivo a Foix, in una tappa spettacolare con due montagne di prima categoria antipasto alle ancora più impervie cime che attendono i corridori a partire da domani. Quelle in cui si deciderà lo spettacolare duello che sta caratterizzando la corsa tra i due aspiranti alla vittoria finale, entrambi giovanissimi: il danese Vingegaard e lo sloveno Pogacar.
Grandi storie di sport e di umanità con il team israeliano spesso alla ribalta. Anche attraverso il suo atleta più rappresentativo, Chris Froome, che dopo alcune stagioni travagliate per via di alcuni infortuni che hanno rischiato di avvicinare la data del suo ritiro è tornato a sorridere con un terzo posto sull’Alpe d’Huez leggendaria cima del Tour.