La lezione del 1922

“La libertà di cui godiamo, la democrazia che è stata costruita, l’uguaglianza e la giustizia che la Costituzione ci prescrive di ricercare sono figlie di una storia sofferta e di generazioni che le hanno conquistate con dolore, sacrificio, impegno, consegnandole alla nostra cura affinché possiamo a nostra volta trasmetterne il testimone”. Una lezione di coraggio e di fiducia. La coscienza, ha detto il Presidente Mattarella da Ravenna durante la commemorazione del centenario dell’assalto fascista alla Federazione delle Cooperative, “di essere parte di una storia che continua, consapevoli anche dei momenti più oscuri e indegni vissuti e del loro superamento”.
I conti con ciò che eravamo “non finiscono mai e, a volte, gli anniversari sembrano cadere apposta per metterci spalle al muro davanti alla Storia”, sottolinea La Stampa. Per il Corriere “qualcuno potrebbe esser tentato di interpretare con una forzatura” le parole di Mattarella. Sarebbe però sbagliato, si legge, “perché questo è il dna della Repubblica ed è dovere di un presidente rammentare ‘il buio del fascismo’: indipendentemente dal calendario della politica”. Nessun accenno, nemmeno indiretto, al clima della campagna elettorale. “Ma l’amarezza di Mattarella è nelle cose”, riporta Avvenire.

L’attualità politica domina le prime pagine di tutti i giornali. Nel merito Repubblica torna a soffermarsi sui rapporti tra Fratelli d’Italia e Vox. Due partiti omologhi, si legge: “Si definiscono moderni e conservatori ma, nemmeno troppo velatamente, ammiccano al mondo neofascista”. Secondo La Stampa, che parla di bisogno nella destra italiana di “una donna forte”, Giorgia Meloni fonderebbe le proprie speranze di successo “in quello stesso humus in cui fermentarono le attese messianiche nei confronti del Duce”. Ieri intanto “ha fatto sapere che tratterà da ‘traditori’ quanti nel suo partito permetteranno alla sinistra di definirli ‘nostalgici’ del fascismo” (Corriere). Il prezzo da pagare, si sostiene, “quando il traguardo del governo appare meno lontano”. A detta del Giornale la stampa italiana sarebbe ossessionata dal tema fascismo: “Sembra che l’inverosimile ritorno dei nipotini del Duce sia la priorità assoluta della agenda del Paese: una fotografia perfetta della divaricazione tra campagna elettorale e realtà”.

Ancora missili su Kiev. Sotto il fuoco russo, riporta tra gli altri il Sole 24 Ore, “anche Kharkiv, la seconda città più grande dell’Ucraina, che è stata bombardata durante la notte”. Non si ferma “neppure il martellamento in atto su Mykolaiv, la città portuale nel Sud del Paese”.

La Ragione ricorda la storia di Albert Bourla, ad di Pfizer, premiato in Israele con il Genesis Prize (il “Nobel ebraico”). La somma ricevuta “finanzierà un museo dell’Olocausto in via di progettazione a Salonicco: lì dove i suoi genitori sono sfuggiti alla morte insegnandogli, come ha detto a Gerusalemme, che nella vita nulla è impossibile”.

La Roma è arrivata in Israele (dove domani sera sfiderà il Tottenham). Ad accoglierla alcuni tifosi entusiasti. “Tra i più richiesti e desiderati, manco a dirlo, c’era Paulo Dybala”, racconta il Corriere dello Sport.

Adam Smulevich

(29 luglio 2022)