Gaza-Israele, la tregua tiene
Sembra tenere la tregua siglata da Israele e Jihad islamica, con mediazione egiziana, dopo tre giorni di lancio costante di razzi dalla Striscia di Gaza. Giornate di tensione ed esplosioni in cui la quotidianità dei cittadini del distretto meridionale del Paese, quello più esposto al fuoco di Gaza, è stata nuovamente stravolta dalle sirene d’allarme e dalla necessità di correre e trovare riparo nei rifugi. Una prova dura, ma svoltasi “con disciplina”. È la valutazione del ministro della Difesa Benny Gantz, secondo il quale questo approccio nei confronti dell’emergenza avrebbe consentito al governo “di prendere decisioni” e ai militari “di completare le operazioni”. Agli abitanti del Sud del Paese si è rivolto anche Isaac Herzog, il Capo dello Stato, oggi in visita a Sderot (dove si è confrontato con i sindaci del territorio). “Sono venuto qui – il suo messaggio – per ringraziare voi e tutti gli abitanti di quest’area. Senza di essa non ci sarebbe Israele. Voi siete la porta d’accesso al Paese, lo scudo che ci protegge”. Un altro scudo che ha ben funzionato è senz’altro Iron Dome, il sistema antimissile già rodato in altri momenti di crisi che ha disinnescato la gran parte degli ordigni esplosi dai terroristi della Jihad Islamica. La stima è che il 97% dei colpi siano stati neutralizzati.
(Nell’immagine: l’incontro tra il Presidente Herzog e alcuni sindaci del territorio)