“Gaza, obiettivi raggiunti”
Dalla tarda serata di ieri è entrato in vigore il cessate il fuoco tra Israele e i terroristi della Jihad islamica. Un migliaio i razzi lanciati da Gaza nel corso di tre giorni ad alta tensione, con le sirene che sono risuonate non soltanto nelle località più vicine alla Striscia ma anche a Gerusalemme. “Gli obiettivi sono stati raggiunti, non c’è alcun beneficio nel continuare l’operazione” la valutazione del premier israeliano Yair Lapid, preludio all’accordo poi raggiunto con mediazione egiziana. In precedenza aveva annunciato che l’esercito avrebbe colpito obiettivi strategici volti a disinnescare la minaccia di nuovi attentati “finché necessario”. Il ministro della salute di Gaza ha denunciato 41 vittime (tra cui 15 bambini). “Si punta il dito contro Israele, che però ha smentito la propria responsabilità, mostrando video nei quali i razzi lanciati dalla Jihad islamica ricadevano nella Striscia e alcuni hanno colpito abitazioni civili”, riporta La Stampa. “Secondo l’Idf – scrive Repubblica – almeno otto delle vittime civili palestinesi dall’inizio dell’escalation sarebbero il risultato di attacchi falliti”. Dal canto suo la Jihad “ha lanciato più di 900 razzi contro Israele, il 96% dei quali, tra quelli diretti verso aree abitate, intercettati dalle batterie di difesa Iron Dome”. Non risulterebbe un coinvolgimento diretto di Hamas. “Ai leader dell’organizzazione sunnita può far comodo che il governo guidato da Lapid indebolisca l’alleato instabile, fin troppo sotto il controllo dell’Iran sciita”, si legge sul Corriere. L’analista politico palestinese Hamada Jaber, intervistato dalla Stampa, esprime questa tesi: “Credo che Lapid abbia scelto di lanciare questa operazione contro un piccolo gruppo palestinese per dimostrare agli israeliani di essere competente per affrontare il problema della sicurezza senza pagare un prezzo elevato”. Secondo Libero la Jihad islamica “esce indebolita dal breve scambio di fuoco, delusa sia dalle proprie capacità che dal mancato sostegno di Hamas”. Il Giornale parla di cessate il fuoco comunque “traballante per il pressing iraniano”. Sul Fatto Quotidiano una riflessione di Manuela Dviri, che perse il figlio soldato in Libano (“Israele e Gaza, stessa guerra che si ripete con orrore all’infinito”).
Su Repubblica si torna a parlare di destra italiana e fascismo. “Meloni ha ragione quando dice che non le si possono rovesciare addosso le colpe del regime: ma ha torto quando non dice qual è oggi il suo giudizio su quelle colpe”, scrive Ezio Mauro su Repubblica. “Se Meloni diventerà premier – si chiede poi il giornalista – che cosa dirà il prossimo 28 ottobre, giorno del centenario della Marcia su Roma? E nel giugno 2024, che parole userà nel centesimo anniversario del rapimento di Matteotti, e del delitto rivendicato da Mussolini? In ogni Paese democratico la leader della destra si troverebbe davanti queste stesse domande”.
Repubblica propone un intervento del giornalista israeliano Yossi Melman su “Erdogan il funambolo”, centrato anche sui volubili rapporti con Israele. Nel 2010 “ha inveito con lo Stato ebraico per il suo atteggiamento nei confronti dei palestinesi, ha usato parole incendiarie — spesso marcate da antisemitismo — e si è schierato dalla parte di Hamas”. Infine, “ha concesso a Hamas di far mettere radici su suolo turco alla sua rete terroristica, che ha cospirato attentati da Gaza e dalla Cisgiordania”. L’anno scorso, all’improvviso, “ha però ripreso a coltivare rapporti più distesi”. In questo quadro l’intelligence di Ankara si è trovata così a collaborare con il Mossad “per arrestare terroristi iraniani che tramavano l’omicidio di turisti israeliani”.
Intervistata dal Giornale, la leggenda del nuoto azzurro Novella Calligaris ricorda la sua partecipazione ai Giochi di Monaco ’72. Indelebile il ricordo della strage ordita da Settembre Nero. “C’era del fermento e vedemmo degli uomini in maschera, senza capire”, la sua testimonianza. “Quando uscimmo, incontrammo una nuotatrice israeliana che piangeva a dirotto. Poi due energumeni ci presero di peso, erano gli 007 tedeschi, e ci dissero di fare le valigie e partire subito. Nel giro di un’ora eravamo su un aereo e solo quando rientrammo in Italia ci rendemmo conto di quello che stava accadendo”.
“Non capisco, non riesco a capacitarmi di come sia ormai enorme e disgustosa questa corsa a giocare con l’umanità. Ciascuno a richiedere pezzi di sovranità perduta. Un gioco per mettere a soqquadro il mondo”. Così Edith Bruck in una intervista con il Fatto Quotidiano sui diversi scenari bellici aperti.
Adam Smulevich
(8 agosto 2022)