Gaza-Israele, analisi a confronto

La crisi tra Israele e Jihad islamica resta al centro dell’attenzione in varie pagine di Esteri. “Il video della fuga di massa dei bagnanti dalla spiaggia di Tel Aviv mentre le sirene suonavano l’allarme dovrebbe essere istruttivo. Quale Paese democratico europeo accetterebbe una minaccia simile senza reagire o senza agire per cercare di prevenirla?”, ci si chiede su Repubblica. “La Jihad islamica ha perduto e Gaza è più stravolta e depressa di prima. Ma non se ne dispiace Hamas, l’apice del potere, che prepara il prossimo round dopo essersi astutamente astenuta da questo”, l’analisi del Giornale. “Una vittoria tattica e politica” per Israele, l’opinione del Fatto Quotidiano. “Non solo ha eliminato alcuni dei capi jihadisti fra i suoi obiettivi, indebolendo la Jihad a Gaza. Ma secondo Al Jazeera avrebbe anche ottenuto lo scopo di allontanare la Jihad e Hamas”. Si è trattato, scrive il Foglio, “del più rischioso scambio a fuoco tra Israele e gruppi armati palestinesi dagli undici giorni di conflitto di maggio 2021”. Allora però “a guidare l’offensiva palestinese c’era il padrone di casa Hamas”. La Stampa riporta come la vita “stia gradualmente tornando alla normalità”, sia nella Striscia che nel sud di Israele. Partendo dagli ultimi fatti su Domani si riflette sulla rappresentazione dello Stato ebraico nell’opinione pubblica straniera e italiana. E in particolare sulla sua immagine “come longa manus dell’imperialismo occidentale, in vigore almeno dal 1967”. Un tassello, si legge, “di un più ampio quadro ideologico tipico di una sinistra anticapitalista”. Avvenire riporta una lettera-appello (“Chi ricorderà i nomi dei nostri figli morti? Adesso basta violenza”) a cura di The Parents Circle – Families Forum, una organizzazione che raggruppa famiglie israeliane e palestinesi “che hanno perso un parente stretto nel conflitto”. In una intervista Suhair Zakkout, portavoce della Croce Rossa a Gaza, chiede che le istituzioni “si attivino il prima possibile per tornare ad un dialogo tra le parti e riaprire le trattative necessarie per permettere, a chi abita qui, di tornare a vivere nel rispetto dei diritti umani”. Non si smentisce il Manifesto: “Israele fa strage di bambini, poi incolpa i palestinesi”. 

Presentata la nuova edizione di Pordenonelegge. Tra gli argomenti portanti “i regimi di ieri e di oggi, la crisi delle risorse, il conflitto, ma anche i valori, il ‘pane’, la democrazia” (Corriere). Un festival percorso, in modo esplicito, “dal tema di una crisi complessiva dell’Occidente”. Nel programma anche una serie di incontri sul Ventennio. Un mini focus sul fascismo in Italia “tema contiguo alla riflessione sulla fragilità delle democrazie”.

Avvenire segnala l’avvio dell’iter per attribuire a Edith Stein il titolo di Dottore della Chiesa. Parlando della conversione un prete interpellato in quanto studioso della sua figura sostiene, con parole infelici, che “da quel momento concepì la sua intera vita come un offerta d’amore e con sempre maggiore consapevolezza con l’inizio della persecuzione razziale; fu un offrire la propria vita, come la Ester dell’antica Alleanza, a beneficio del destino del popolo ebraico e per l’umanità intera”.

Adam Smulevich

(9 agosto 2022)