Le elezioni e il tema Israele
Il tema Israele continua ad accompagnare la campagna elettorale.
“Per quanto possa sembrare approssimativa o pretestuosa, l’equazione antisionismo uguale antisemitismo ha una sua ragion d’essere tanto profonda quanto coerente” sottolinea Elena Loewenthal, sulla Stampa, introducendo con queste parole una riflessione su “L’alibi dell’antisionismo” ispirata dal “recente subbuglio fra le fila del Partito Democratico”. Il tema è affrontato anche su Repubblica, in un intervento sui “progressisti e il virus anti-israeliano” che prende come riferimento le posizioni di Jeremy Corbyn e delle parlamentari Usa Alexandria Ocasio-Cortez e Rashida Tlaib. “Joe Biden – si legge – ha preso le distanze con fermezza dalle accuse a Israele di Ocasio-Cortez e Tlaib, impedendo che condizionassero la politica della Casa Bianca. Nel condannare le dichiarazioni di La Regina, che ha volontariamente ritirato la propria candidatura, e Scarpa, il leader del Pd Enrico Letta segue lo stesso solco. Ma una condanna non basta. Simili incidenti dovrebbero spingere i progressisti italiani a una riflessione più profonda sui motivi che li scatenano”. Irene Tinagli, vicesegretaria del Pd, parla con il Corriere di alcuni inciampi che hanno fatto rumore anche sui media. Definendoli “singoli casi affrontati subito con fermezza” e che “non inficiano né la correttezza delle nostre amministrazioni né la nostra linea, sempre netta, su Israele”.
“Il Pd prova a coprire antisemiti e filo-Urss”, l’accusa di Libero. “L’allergia a Israele problema del Pd”, sostiene Il Tempo. Un altro quotidiano di quell’area, Il Giornale, attacca Liliana Segre: “Critica la fiamma, ma tace sugli antisemiti Pd”. La tesi è “che la caccia all’antisemita più che a destra andrebbe fatta a sinistra”.
La Stampa riferisce di minacce a un suo cronista che aveva documentato una giornata tra i nostalgici di Mussolini riuniti a Predappio. “Agli indifferenti, ai negligenti e ai riluttanti che ancora ignorano, negano o sottovalutano la necessità e l’urgenza di una parola definitiva di Giorgia Meloni sul fascismo, sarà utile spiegare quello che è appena accaduto al nostro collega”, scrive il direttore Massimo Giannini. Le liste con le candidature sono intanto al completo. Con Fratelli d’Italia, riporta Repubblica, anche “Ester Mieli, ex portavoce della Comunità ebraica di Roma e di Alemanno sindaco, che correrà nella Capitale”. A Sesto San Giovanni invece, evidenzia il Corriere, “si contendono il collegio due storie, anche familiari: Isabella Rauti di FdI, una vita nella destra, fin dai tempi del Msi, partito di cui il padre, Pino, è stato segretario e Emanuele Fiano, esponente del Pd, ebreo, figlio di Nedo, sopravvissuto alla deportazione ad Auschwitz”.
Repubblica racconta l’ultima performance teatrale di Remo Girone, dedicata a Simon Wiesenthal. In essa l’attore “padroneggia per due ore una wunderkammer, un’immaginaria stanza del suo Centro di documentazione ebraica di Vienna”, ripercorrendo la parabola degli orrori che lo spinse nel dopoguerra, da superstite, “a crearsi una coscienza di detective mondiale di ex nazisti”. In uscita negli Usa il documentario Syndrome K sull’incredibile salvataggio di ebrei al Fatebenefratelli grazie allo stratagemma del “morbo K” (La Stampa).
Adam Smulevich
(22 agosto 2022)