Elisabetta, fine di un’epoca:
il cordoglio degli ebrei inglesi

La scomparsa della regina Elisabetta è la notizia del giorno anche in Italia. Qualche titolo: “La regina dei due secoli” (Corriere); “L’ultima regina” (Repubblica); “Regina per sempre” (La Stampa); “Eterna regina” (Giornale); “L’ultima monarca” (Messaggero). Commozione tra gli ebrei inglesi. Elisabetta, il commento del rabbino capo del Paese Ephraim Mirvis in una nota di cordoglio, “incarnava i valori più nobili della società britannica”. Un lungo regno, il suo, affrontato “con grazia, dignità e umiltà”. E con la consapevolezza di rappresentare “un modello globale per la qualità della sua leadership e per la sua devozione al popolo”. 

Apprensione per il giornalista freelance Mattia Sorbi, ferito dallo scoppio di una mina sul fronte sud della guerra in Ucraina. È ora ricoverato in ospedale a Kherson. Riferisce Repubblica che “la propaganda russa ha subito sfruttato insinuando che il giornalista italiano, che in passato ha lavorato per testate russe con materiale anti Ucraina, sia stato attirato in una trappola da soldati ucraini che lo avrebbero abbandonato in taxi sulla strada minata a sua insaputa”.

L’esecutivo del Comitato olimpico internazionale ha ricordato le vittime di Settembre Nero con un minuto di silenzio. Lo segnala la Gazzetta dello sport, riportando le parole del presidente Thomas Bach: “Condividiamo il dolore dei parenti delle 11 vittime israeliane e del poliziotto tedesco. Ancora oggi questo barbaro attacco ci riempie di orrore, vergogna e disgusto”.

“Prima la Shoah, poi il Covid, ora la guerra”. Su 7 del Corriere si parla del fenomeno del “negazionismo” in varie declinazioni. Un approfondimento per raccontare “come pensa e agisce chi manipola la realtà”. Non tutti i negazionisti “sono antisemiti”, si sostiene. “Ma è raro trovare un antisemita che non sia un po’ negazionista: negare l’Olocausto maschera bene il desiderio di negare agli ebrei il diritto di esistere”. 

Sul settimanale anche alcune testimonianze da Odessa. Tra le voci ascoltare quella del rabbino capo Avraham Wolff, che afferma: “Più di 80 anni fa mio nonno scappò in Ucraina dalla Germania per mettersi in salvo. Io poche settimane fa ho fatto il percorso inverso per salvare 220 orfani della mia comunità”. 

Su Avvenire una lettera di Raphael Schutz, l’ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede, che contesta la realtà esposta in un articolo su Gaza. “Quando si descrive questo territorio come una ‘prigione a cielo aperto’ si adotta, anche inconsapevolmente, una terminologia tipica della propaganda anti-israeliana”, scrive. Gli risponde Marco Tarquinio, il direttore. “Non è un’idea anti-israeliana, è un’amara realtà”, la sua posizione.

La copertina del Venerdì è dedicata a un libro, pubblicato in Italia da Adelphi, che raccoglie i disegni di Franz Kafka. “Immagini che aumentano il suo fascino. Ma anche – si sottolinea – il suo mistero”.

Adam Smulevich

(9 settembre 2022)