The Whale, confinato in un corpo

The Whale, l’ultimo film di Darren Aronofsky, è stato premiato alla 79° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dalla giuria internazionale “Interfilm – promozione del dialogo interreligioso”. “In The Whale un padre è confinato nel corpo, nella casa e nella vita. – spiegano i giurati – In cerca della liberazione, riceve la visita di personaggi che, disgustati dalla vista del suo aspetto fisico, gli offrono diversi modi di sopravvivere. Il film ritrae con forza la fragilità delle relazioni umane e la possibilità di perdono e salvezza”. Per Peter Ciaccio, membro della giuria del premio Interfilm nonché pastore delle Chiese metodista e valdese di Trieste, “l’interpretazione di Brendan Fraser è perfetta, e Aronofsky è riuscito a trattenersi rispetto al suo solito gusto splatter”. Il regista, cresciuto a New York in una famiglia ebraica di origini russe e ucraine, quest’anno a Venezia ha fatto incetta di premi collaterali: oltre a Interfilm, con The Whale ha vinto il Leoncino d’oro, il Premio CinemaSarà e il Sorriso Diverso Venezia Award con quello che è l’adattamento di un testo teatrale di Samuel Hunter. Autore di film controversi e spesso oggetto di polemiche, Aronofsky è noto per Requiem for a Dream; Cigno nero, con Natalie Portman, gli è valso una nomination all’Oscar come miglior regista mentre con The Wrestler ha vinto nel 2008 il Leone d’oro a Venezia.
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