Morte nel Mediterraneo

Varie navi, secondo quanto denunciato, avrebbero ignorato l’imbarcazione giunta a Pozzallo con all’interno alcuni migranti morti di fame e di sete (tra cui dei bambini). Una vergogna che si aggiunge “ai 1200 migranti inghiottiti quest’anno nel cimitero del Mediterraneo, all’orrore senza fine di traversate spesso culminate nella tragedia di naufraghi che non resistono e affogano” (Corriere).
La Stampa riporta il pensiero di Nawal Soufi, attivista per i diritti umani: “Nel Mediterraneo stiamo vivendo un secondo Olocausto, ma tutti distolgono lo sguardo”. Così il sindaco Roberto Ammatuna: “Siamo davanti a scheletri viaggianti, gente che non mangia e beve da giorni, sfiniti. Un’immagine simile a quella dei sopravvissuti nei lager nazisti”.

È un caso la vicenda del 36enne rom Hasib Omerovic. I familiari dell’uomo, che è sordo dalla nascita, hanno accusato la polizia di averlo picchiato e gettato dalla finestra. “Credete che c’entri il razzismo con quanto accaduto a Hasib?”, una delle domande poste da Repubblica. Risponde la madre: “Non so rispondere, non abbiamo mai avuto problemi con i vicini. Però adesso viviamo nell’angoscia”. Dal giorno della caduta Omerovic è ricoverato in ospedale in gravi condizioni. 

Vari giornali riferiscono di tensioni interne al Cremlino in ragione della riconquista di varie città da parte ucraina. In questo senso la controffensiva di Kiev “ha fatto collidere i due mondi paralleli nei quali lo Zar ha articolato il racconto della guerra sin dal 24 febbraio: la realtà del più grave conflitto armato in Europa negli ultimi 70 anni e la finzione di un Paese dove la vita continua a scorrere tranquilla” (Corriere).

È in uscita Il silenzio che urla (ed. Giuntina): nel libro Gadjel Gaj Taché elabora il trauma dell’attentato al Tempio Maggiore di Roma in cui restò ucciso il fratellino Stefano e in cui lui stesso fu gravemente ferito. “Un libro-verità con un racconto mozzafiato su un fatto di terrorismo che ferì il nostro Paese ma resta ancora avvolto in troppi interrogativi senza risposta”, scrive il direttore di Repubblica Maurizio Molinari. Una lettura, si aggiunge, per “rivivere da dentro, senza perifrasi, il più sanguinoso atto antiebraico avvenuto in Italia dalla fine della Seconda Guerra Mondiale”.

Su Repubblica e Stampa due brani dall’ultimo volume della trilogia di Antonio Scurati su Mussolini edita da Bompiani (M. Gli ultimi giorni dell’Europa). Entrambi dedicati alla visita di Hitler in Italia nel maggio del 1938. Quello riportato dalla Stampa si incentra sulla figura di Ranuccio Bianchi Bandinelli, “il prof che poteva uccidere Hitler e salvare il mondo”. Sul Corriere si parla invece de L’ombra lunga del fascismo, saggio di Sergio Rizzo e Alessandro Campi per Solferino sui “vistosi residui del fascismo” presenti in Italia.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(13 settembre 2022)