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L’alluvione nelle Marche

Sono purtroppo sette le vittime al momento dell’ondata di maltempo che ha investito nelle scorse ore le Marche. “Sono da poco passate le 23.30 di giovedì. Il peggio deve ancora arrivare. Una bomba d’acqua nelle Marche ha invaso strade, allagato case, e trascinato via nel fango donne e uomini. E il bilancio è drammatico in provincia di Ancona”, la ricostruzione del Corriere della Sera. Intanto continuano le operazioni per mettere in sicurezza i cittadini e per ritrovare alcuni dispersi.

L’Ungheria non democratica. L’Europarlamento a Strasburgo ha approvato un rapporto che definisce l’Ungheria di Orban una “autocrazia elettorale”. E per questo il paese “non si può più considerare una democrazia”. I quotidiani italiani evidenziano come i parlamentari europei della Lega e di Fratelli d’Italia abbiano votato contro il testo. Per la scrittrice e Testimone della Shoah Edith Bruck, di origine ungherese, la condanna Ue è doverosa. “Finalmente! Spero che l’Unione europea vada avanti così perché in Ungheria non c’è più una democrazia”, le sue parole a La Stampa. “È un Paese dove si censura, vengono chiuse tv e giornali. – afferma Bruck – Lì gli omosessuali vengono aggrediti, si parla di non dover mischiare il sangue ungherese con quello di altri popoli e si difende l’idea di non fare pagare le tasse agli ungheresi considerati puri. Sembra di essere nel nazismo. Certo, ci sono delle differenze e non voglio esagerare. Ma come si possono dire oggi certe cose? È pazzesco”.

Vertici sull’Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ricevuto per la terza volta dall’inizio della guerra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che in un’intervista alla Bild dichiara che Putin deve “perdere e rispondere delle sue azioni” ed è “possibile” che venga processato dalla Corte penale internazionale (Corriere). Intanto il presidente russo, come raccontano molti quotidiani, ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping a Samarcanda. Da Pechino il messaggio, riporta la Stampa, è tiepido verso l’invasione dell’Ucraina: non arriverà sostegno militare a russi. “La Cina vuole un mondo stabile”, ha dichiarato Xi Jinping, che secondo i giornali ha dimostrato una certa distanza dalle azioni russe. Sul fronte del conflitto invece l’Ucraina ha denunciato l’ultimo orrore commesso dai soldati di Mosca: a Izyum la polizia ha trovato una fossa comune con circa 440 corpi.

Cultura ebraica contro il pregiudizio. Nelle diverse pagine locali, i quotidiani raccontano i programmi proposti dalle Comunità per la nuova edizione della Giornata europea della Cultura ebraica, che si terrà questa domenica. A Repubblica Genova Raffaella Petraroli Luzzati, da poco presidente della Comunità ebraica ligure, racconta il suo impegno e sottolinea come eventi come la Giornata siano uno strumento per “combattere con la conoscenza e la curiosità” i pregiudizi antisemiti. Un riflessione simile è quella del presidente della Comunità di Milano Walker Meghnagi, che invita la cittadinanza a partecipare alla Giornata, seguendo gli eventi alla sinagoga di via Guastalla. Intervistato dal dorso milanese di Repubblica, Meghnagi parla anche di politica, chiedendo a tutti i partiti di espellere “le persone che hanno fatto dichiarazioni o atti antisemiti. L’ho chiesto a destra e a sinistra, ma nessuno ha il coraggio di sbatterli fuori”.

Contro i talebani. “Formerò un governo in esilio, ma l’Occidente armi la resistenza ai talebani”, è l’appello di Ahmad Massoud, tra i leader della resistenza afghana ai talebani, intervistato a Vienna da Repubblica. Nella capitale austriaca si tiene un incontro a porte chiuse tra le varie forze che si oppongono al regime talebano. Obiettivo organizzare sia la resistenza armata ma anche, spiega Massoud, lavorare a una soluzione politica e non militare. “Per questo proporremo un percorso per costruire un governo legittimo e affidabile per l’Afghanistan. Oggi in esilio, domani a Kabul”. Nell’intervista si evidenzia poi come i talebani abbiano riaperto la porta al terrorismo internazionale. “Il rapporto con Al Qaeda è ancora molto stretto e in queste ultime settimane stiamo registrando l’arrivo nel paese di molti jihadisti stranieri. L’Afghanistan è nuovamente un paradiso per il terrorismo internazionale ed i rischi di esportazione di instabilità nella regione sono già evidenti”.

Segnalibro. “Nei miei testi lo humour nasce dal ridicolo che chiunque è in grado di percepire, nasce dall’irrilevanza delle nostre preoccupazioni”. Così la scrittrice francese Yasmina Reza al Corriere 7 parlando del suo libro Serge (Adelphi), in cui lo humor è applicato a una famiglia e al suo modo di convivere con la Memoria. Si intitola invece Matti e Angeli (Pendragon) il volume – curato da Luciano Ardiccioni, Rosanna Marcato e Ermanno Smulevich – che raccoglie il diario scritto tra il 1943 e il 1944 da Alessandro Smulevich. Pagine, riporta il Corriere fiorentino, in cui si racconta, giorno dopo giorno, come la famiglia Smulevich nel cuore della Linea Gotica riuscì a salvarsi dalla persecuzione. In libreria arriva anche un’antologia delle lezioni di Torah di rav Menachem Mendel Schneerson, edito da Giuntina. Ne parla Massimo Giuliani su Avvenire, raccontando la figura del Rebbe di Lubavitich. Sul Messaggero si ricorda inoltre come oggi esca (sempre per Giuntina) Il silenzio che urla di Gadiel Gay Tachè, libro-inchiesta che, a distanza di quarant’anni, racconta l’attentato alla sinagoga di Roma in cui morì il fratellino Stefano.

Premi e polemiche. La sindaca di Berlino non ospiterà la cerimonia di consegna di un premio a Navanethem Pillay, giurista nata in Sudafrica da famiglia indiana. Una decisione arrivata dopo che la stampa tedesca ha messo in luce come Pillay, scrive il Foglio, “non sia amica della pace a 360 gradi”. In particolare la giurista accusa Israele di apartheid. “Un’accusa tanto più grave perché pronunciata da chi in Sudafrica ha vissuto la segregazione razziale sulla propria pelle – evidenzia il Foglio -. Pillay sa che in Israele non ci sono tre parlamenti come nel Sudafrica razzista ma che la principale minoranza in Israele è rappresentata alla Knesset da più partiti, che uno di questi fa parte della coalizione al governo e che giudici arabi siedono alla Corte suprema”. Rimanendo in tema di polemiche e premi, Vittorio Feltri sceglie invece di intervenire in prima pagina su Libero per difendere il vincitore del Campiello Riccardo Zannoni dalle accuse di antisemitismo legate al suo libro I miei stupidi intenti.

Daniel Reichel