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Putin e la mobilitazione militare,
la nuova minaccia dei russi

Richiamo dei riservisti, minacce nucleari, ulteriori annessioni illegittime di territori dell’Ucraina aggredita. Il presidente russo Vladimir Putin fa salire ancor di più la tensione internazionale e genera preoccupazione tra i leader mondiali. Anche nell’alleato cinese, che chiede invece dialogo e un cessate il fuoco in Ucraina. Ma in Russia si parla di una mobilitazione di 300mila ex soldati e diversi giornali aprono con le proteste in piazza di chi contesta l’ordine del Cremlino. L’effetto di questa operazione, scrive Repubblica, “si vedrà entro gennaio. Ma è un’incognita, sui cui pochi scommettono, e questo obbliga il Cremlino a ostentare l’unica certezza: la capacità distruttiva del suo arsenale atomico”. Per il presidente Usa Joe Biden, intervenuto all’assemblea generale Onu, la Russia è la principale minaccia alla pace globale. Con questa guerra pianificata, ha dichiarato Biden (Messaggero), la Russia vuole “estinguere il diritto dell’Ucraina di esistere in quanto Stato e il diritto degli ucraini di esistere come popolo. Chiunque tu sia, ovunque tu viva, qualunque cosa credi, questo dovrebbe farti gelare il sangue nelle vene”. Biden ha poi avvertito che “una guerra nucleare non può essere vinta”. “E non deve mai essere combattuta”.

Proteste in Iran. Continuano le proteste di piazza in tutto l’Iran per chiedere giustizia per Mahsa Amini, la giovane donna uccisa dalla “polizia morale” del regime. Il governo, raccontano i quotidiani, ha spento Internet, ma la repressione non ferma le richieste di verità su Amini, intrecciate a quelle economiche e politiche. “Sono più di quarant’anni, da quando è iniziata la rivoluzione islamica, che le donne iraniane combattono per tornare libere. – racconta a La Stampa la scrittrice Azar Nafisi, espulsa nel 1997 dall’Iran – Il regime ne ha arrestate a migliaia, le ha picchiate. Oggi il modo in cuile donne iraniane appaiono in pubblico è diventata una affermazione dell’aspirazione degli iraniani di liberarsi del regime. E questo è il motivo per cui il regime reagisce con questa violenza. Hanno perso la legittimazione e la credibilità e l’unica voce che rimane sono le armi. Il regime ha molta paura”.

Saluto romano. “A fare il saluto romano al funerale di Alberto Stabilini, storico esponente dell’estrema destra milanese ed ex membro del Fronte della Gioventù, c’è anche Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza di Fratelli d’Italia, da poco entrato nella giunta Fontana al posto di Riccardo De Corato che corre per un posto in Parlamento”, racconta Repubblica, descrivendo il video in cui si vede La Russa “mentre si esibisce nell’omaggio fascista”. La condanna del gesto è arrivata da più parti con la richiesta di dimissioni. Il presidente della Regione Fontana dice che “sono comportamenti che non fanno parte del nostro modo di vedere. Ne discuteremo e valuteremo”. L’interessato nega il saluto sia fascista e sostiene – in interviste a Corriere e Stampa – che fosse “un rituale militare”. La Russa afferma che il gesto è stato inopportuno, ma in buona fede. Su Repubblica Stefano Cappellini descrive così la scena: “al momento chiave La Russa prima si guarda furtivamente intorno, per accertarsi se qualcuno sta riprendendo la scena, quindi per due volte alza le braccia a metà, un mezzo saluto romano, certamente figlio dell’imbarazzo e della consapevolezza del rischio di essere ripreso. Non c’era modo migliore per rappresentare plasticamente il rapporto di FdI con il suo ingombrante passato, un dico non dico, un alzo non alzo, l’istantanea di un partito che è sul tema è rimasto sempre a metà del guado”.

Elezioni siciliane. Tania Andreoli descrive Mussolini come “un grande politico” e durante la pandemia ha ripostato una foto in cui amministratori delle case farmaceutiche venivano ritratti con una stella di David su ciascuna testa e il commento: “I Ceo che stanno speculando sui vaccini stranamente sono tutti ebrei”. Andreoli è candidata a Catania per Fratelli d’Italia alle elezioni regionali. Intervistata da Repubblica Palermo sull’aver ripostato un immagine chiaramente antisemita, afferma: “non mi si accusi di fascismo o di antisemitismo, io ho letto un articolo, non scritto da me, e l’ho condiviso. Mica le ho messe io le stelle di David sull’immagini”. Sempre Repubblica Palermo intervista la Testimone della Shoah e scrittrice Edith Bruck che si definisce indignata e chiede che la candidata FdI si ritiri. Per Bruck “Questa ondata di destra alimenta l’antisemitismo”. E aggiunge: “Se Meloni volesse dare un segnale dovrebbe dire ad Andreoli di ritirarsi”.

Genova, l’amministrazione e l’antisemitismo. È stata convocata per mercoledì 28 la riunione dele commissioni Affari istituzionali, Pari opportunità e Cultura, per conoscere la posizione della giunta di Genova sul caso della barzelletta antisemita pronunciata domenica dall’assessore Rosso. Alla seduta non è stata invitata la diretta interessata, spiega il Secolo XIX, ma a presenziare ci sarà il sindaco, Marco Bucci, e un rappresentante della comunità ebraica locale. “Una scelta condivisa, dettata dalla volontà di conoscere la posizione del primo cittadino in quanto rappresentante dell’intera giunta”, riporta il quotidiano.

Processo a Shmuel Peleg. Diversi quotidiani riportano brevemente la notizia dell’imminente inizio del processo a Shmuel Peleg, nonno del piccolo Eitan, e al suo autista Abutbul Gabriel Alon. Sequestro aggravato di minore, sottrazione di minore all’estero e appropriazione indebita sono le accuse contro di loro mosse dalla magistratura, che i due respingono. Nel chiedere il rinvio a giudizio la procura di Pavia ha stralciato la posizione della nonna Esther Cohen, ex moglie di Peleg, per la quale si profila una archiviazione.

Daniel Reichel