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Saluzzo e gli ebrei, la ferita della guerra

Già nel 1985 la professoressa Adriana Muncinelli aveva pubblicato la sua prima opera, Vittime della speranza: Gli Ebrei a Saluzzo dal 1938 al 1945, scritta insieme alla collega Nicoletta Irico.
Poi estese la sua ricerca su tutta la provincia di Cuneo, pubblicata con il titolo Even: Pietruzza della memoria Ebrei 1938 – 1945. Poi c’è stato il lavoro per l’allestimento del Memoriale della deportazione a Borgo San Dalmazzo, seguito dalla ricerca, condotta con la collega Elena Fallo, sugli ebrei stranieri deportati da quel campo i cui risultati sono confluiti nel libro Oltre il nome.
Ancora a Borgo San Dalmazzo l’ideazione e la Direzione Scientifica di MEMO4345, uno strumento fondamentale per conservare memoria delle vicende degli ebrei deportati dal campo di Borgo e di riflessione in generale sul tema della Shoah.
Muncinelli è poi tornata ad approfondire la prima ricerca concentrandosi nuovamente sul piccolo popolo ebraico saluzzese massacrato per raccogliere capillarmente e sistematicamente le storie di tante decine di persone, residenti nella cittadina.
L’ultimo libro Ebrei a Saluzzo: 1938 – 1945, editore Fusta di Saluzzo, è stato presentato nella Biblioteca della Comunità Ebraica di Torino. Due storici e docenti, Fabio Levi e David Sorani, attraverso il dialogo con l’autrice hanno messo in evidenza il valore della ricerca storica e le qualità della scrittura. Un libro di storie di persone comuni e di grandi eventi della Storia, una documentazione importante che passerà alle generazioni future, un lavoro compiuto con la professionalità del ricercatore e dello storico ma anche con il sentimento, con l’indignazione nei confronti dei vigliacchi e dei malvagi, ma anche con umana simpatia verso le vittime, e per questa vicinanza il presidente della Comunità di Torino Dario Disegni ha espresso la gratitudine e il riconoscimento da parte del mondo ebraico locale.

Beppe Segre