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Derive culturali

Viviamo in un’epoca nella quale almeno nella società occidentale chiunque dovrebbe anche solo tramite il proprio smartphone avere accesso allo scibile umano. Eppure per quanto forse la nostra non sia un’epoca meno colta rispetto alle precedenti (o almeno così mi piace credere) tanto meno possiamo asserire che sia quella più colta. La barzelletta antisemita dell’assessore genovese Lorenza Rosso, al di là del naturale sdegno e imbarazzo che potrebbe provocare, dimostra soprattutto quanta poca importanza abbia nella nostra società la cultura, e non solo quella ebraica. Altrimenti non si spiegherebbe il perché dopo tutto ciò che in millenni di storia il mondo ebraico ha prodotto a livello intellettuale e culturale l’unica cosa che può venir in mente a un personaggio istituzionale sia il ricorso a una stupida barzelletta che riprende i soliti stereotipi triti e ritriti. E vittime di tale ignoranza e della sua fiera ostentazione, non è solo chi è dentro le istituzioni cittadine (come se non fosse già troppo), ma anche chi governa, persino non pochi docenti che insegnano nelle scuole pubbliche, o molti presunti esperti di svariate questioni che popolano social network e talk show televisivi. La cosa forse più deprimente è che il contrasto a queste derive e quindi le politiche culturali non sono state certo al centro neppure della appena conclusa campagna elettorale, specie se per cultura non si intende soltanto quella che genera profitto (e quindi correlata al turismo di massa) o quella che sarebbe poco più di un vuoto “fattore identitario” da preservare e da usare come baluardo contro altre nazioni. Sembra così che nei prossimi anni dovremmo aspettarci nuovamente altre barzellette come quella di domenica scorsa, se non addirittura peggio…

Francesco Moises Bassano

(23 settembre 2022)