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“Due Stati, due popoli”

Parlando all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il Primo ministro israeliano Yair Lapid ha rilanciato con forza l’opzione “Due stati per due popoli”. Un discorso, il suo, caratterizzato da “frequenti richiami alla volontà di perseguire intese e di tendere la mano verso altri Paesi del mondo arabo, a partire da Arabia Saudita e Indonesia” (La Stampa). Una condizione fondamentale: “La sicurezza della pace”.
Molte le reazioni. “In Israele è bastato che l’intenzione del premier di nominare la soluzione dei due Stati cominciasse a circolare per scatenargli contro critiche feroci anche da tanti membri del suo stesso governo, dal ministro delle Finanze Avigdor Lieberman a quello della Giustizia Gideon Sa’ar”, riporta Repubblica. Per Avvenire Lapid “si è giocato l’asso con abilità, perché la proposta è stata rinnovata – ‘è la cosa giusta da fare’ – ma con una una serie di solidi paletti”. Oggi toccherà ad Abu Mazen, che il Foglio descrive come “assediato dalle frange più estreme dei movimenti islamisti”. Improbabile quindi, da parte sua, “un tono conciliante nei confronti di Israele”. All’Assemblea dell’Onu c’era anche il ministro degli Esteri russo Lavrov. Come racconta Repubblica, “si è presentato solo quando era il suo turno di parlare, ha ripetuto le farneticanti accuse di ‘neonazismo’ contro un Paese guidato da un presidente ebreo e subito dopo si è alzato senza ascoltare nessuno”.

Meno di 48 ore al voto. Così Mattia Feltri nel suo Buongiorno quotidiano sulla Stampa: “Le ho contate ieri: sono dieci le campagne elettorali che mi sono toccate in sorte da che sono adulto, e per ciascuna delle dieci campagne c’è stato almeno un tizio che abbia esibito il saluto romano, per ogni tizio che abbia esibito il saluto romano s’è sollevato l’allarme fascismo, e a ogni allarme fascismo il suddetto tizio si è discolpato con colte rievocazioni storiche: il braccio teso non è roba fascista, si salutavano così anche gli antichi romani”. Per Michele Serra (Repubblica) “il tentativo di censire i fascisti nel centrodestra, i candidati e non, è un’impresa disperata: sono tanti, alcuni bene attivi e altri ‘in sonno’ per cautela elettorale; ci sono sempre stati, non sono un’anomalia, sono un connotato permanente della fisionomia politica italiana”. Il vero problema politico, sostiene Serra, “sono le moltitudini che li voteranno perché ‘non è un problema’ o perché ‘sono cose del passato’; sono quelli che non sentono l’odore, che non riconoscono lo spirito di prevaricazione e di minaccia”.

Trentadue i morti in Iran nelle proteste contro la “polizia morale”. Un dramma che cresce di ora in ora. “Con il montare della proteste, è aumentato anche il numero degli iraniani che hanno perso la vita per aver osato dire basta. Gashte Ersgad, la chiamano in Iran. E solo il nome è sufficiente a rievocare violenza, soprusi, umiliazioni”, scrive il Sole 24 ore. Come in altre occasioni, “la repressione è stata brutale”.

Intervistato dal Corriere Milano, il presidente della Comunità ebraica cittadina Walker Meghnagi commenta il video che ha per protagonista l’assessore regionale lombardo Romano La Russa: “È inaccettabile che faccia cose di questo tipo. Se vuole, può farle a casa sua”. Sul caso dei saluti romani al funerale del cognato la procura ha annunciato l’apertura di un’inchiesta.

Sul Venerdì di Repubblica l’attivista israeliana Hadar Muchtar denuncia l’elevato costo della vita nel Paese. Significativo il seguito sui so.cial. “I suoi video – si legge – li vedi sui telefonini dei soldati di leva sugli autobus, sugli smartphone dei giovani nei bar di Tel Aviv e persino ripresi dai notiziari serali”.

Tradotta in inglese la biografia di Primo Levi a cura di Marco Belpoliti. “È un libro – dice a Repubblica – che si può leggere cominciando dove si vuole e percorrere in base al proprio interesse. Anomalo, anche in Italia”.  

Adam Smulevich

(23 settembre 2022)