Nuovo Senato, Segre presidente

Salvo sorprese sarà la senatrice a vita Liliana Segre a presiedere la riunione di insediamento del nuovo Senato il prossimo 13 ottobre. Un ruolo assegnato dal regolamento interno di Palazzo Madama, che prevede che tale responsabilità spetti al membro più anziano dell’aula. Vista l’indisponibilità del Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, 97 anni, l’incarico toccherebbe così alla Testimone della Shoah milanese. Che di anni ne ha 92 (appena compiuti). E che è già stata protagonista di importanti momenti di vita istituzionale nei suoi quattro anni e mezzo da senatrice. Da quando cioè il Presidente Mattarella, nel gennaio del 2018, scelse di conferirle questo riconoscimento “per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale”. Davanti a sé troverà un Senato molto diverso da quello in cui si è mossa nella precedente legislatura. E con una componente maggioritaria nella coalizione trainata da Fratelli d’Italia, partito sul quale si era soffermata con toni critici in una recente dichiarazione affidata a Pagine Ebraiche. “Nella mia vita ho sentito di tutto e di più, le parole pertanto non mi colpiscono più di un tanto. A Giorgia Meloni dico questo: inizi dal togliere la fiamma dal logo del suo partito” il suo commento al giornale dell’ebraismo italiano, poi ripreso da tutti gli organi di informazione, rispetto a una presa di posizione agostana della leader di Fratelli d’Italia sulle responsabilità storiche del fascismo. In un messaggio indirizzato alla stampa internazionale Meloni aveva tra l’altro sostenuto: “La destra italiana ha consegnato il fascismo alla storia ormai da decenni, condannando senza ambiguità la privazione della democrazia e le infami leggi anti-ebraiche”.
Farà il suo esordio in Senato, con Fratelli d’Italia, l’ex portavoce della Comunità ebraica romana Ester Mieli. “Romana, classe 76, mamma di due figli, giornalista e scrittrice, si occupa da molti anni di comunicazione”, il profilo tracciato dal Messaggero. Per il Giornale “un altro risultato che non farà piacere ai narratori dell’allarme democratico, affezionati all’idea che il primo partito del Paese sia una riedizione di una storia vecchia ormai di cent’anni”. In Senato, sempre con FdI, ci sarà anche Isabella Rauti. Vincitrice a Sesto San Giovanni del collegio che vedeva in corsa anche l’esponente democratico Emanuele Fiano. “In uno scontro frontale fra due culture, scontro giocato sui temi dell’oggi, non del passato, i voti sono andati a destra. Le nuove generazioni non sono così interessate al nostro patrimonio antifascista” l’opinione del parlamentare dem uscente, espressa in una intervista con Repubblica.