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Da Avila a Toledo, da Leon a Oviedo:
le giudecche spagnole in mostra

La forza evocativa delle immagini per comprendere l’importanza della cultura ebraica nella penisola iberica prima e dopo l’espulsione decretata dai re cattolici nel 1492, ma anche l’impatto esercitato dalla diaspora successiva a quei provvedimenti sulla Toscana.
Duplice scopo per la mostra fotografica “Alla scoperta di Sefarad” inaugurata presso la biblioteca di Area Umanistica di Siena e alla sinagoga di Vicolo delle Scotte. Tra le città su cui l’allestimento si sofferma, proponendoci una visione delle sue giudecche, ci sono Ávila, Barcelona, Cáceres, Calahorra, Córdoba, Estella-Lizarra, Hervás, Jaén, León, Monforte de Lemos, Oviedo, Plasencia, Ribadavia, Segovia, Tarazona, Toledo e Tudela. Tutte parte della “Red de Juderías de España/Caminos de Sefarad”, associazione dal venticinquennale impegno che si è posta l’obiettivo di preservare l’eredità storica e culturale di questa presenza. Presente a Siena, per parlarne, la direttrice Marta Puig Quixal.
Una mostra itinerante già fuori Italia e che l’Università degli Studi ha voluto condividere con la sezione senese della Comunità ebraica fiorentina nell’occasione di Bright 2022, la notte delle ricercatrici e dei ricercatori (sarà visitabile fino al 31 ottobre). “Alla scoperta di Sefarad” è stata proposta da Paola Bellomi, associata di Letteratura spagnola e responsabile del progetto ESTHER-Enquiry on Sephardic Theatrical Representation presso il Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne.