‘Carabinieri deportati, non dimentichiamo’

Come ogni anno in questa data si è tenuta a Roma, nel cortile della scuola allievi nel quartiere Prati, una toccante cerimonia in ricordo degli oltre duemila carabinieri deportati il 7 ottobre del 1943. Atto infame che fu compiuto da paracadutisti e SS con il beneplacito del maresciallo Rodolfo Graziani, firmatario alcune ore prima dell’ordine di disarmo. L’obiettivo era quello di rendere più semplice il compito di morte degli aguzzini nazisti a partire dalla successiva razzia degli ebrei romani.
“Il sette ottobre è un giorno dimenticato dagli italiani, ma non dall’Arma. Una delle date che ci legano al popolo ebraico” ha esordito Giuseppe Governale, il comandante delle Scuole dei Carabinieri, richiamando l’alto significato di questa commemorazione alla presenza di centinaia di allievi. Quel giorno, degli ottomila carabinieri nel mirino dei tedeschi, “seimila per fortuna si dileguarono; duemila invece furono catturati, messi a bordo di carri bestiame, chiusi col catenaccio”. Circa seicento non avrebbero fatto ritorno.
“Il sette ottobre è una data che è parte del nostro patrimonio comune” la riflessione dell’assessore UCEI Davide Jona Falco, che assieme a Governale ha deposto una corona e richiamato l’importanza di battersi per una trasmissione forte di contenuti alle nuove generazioni. Impegno decisivo in un periodo “che ci ha dimostrato come l’Europa non sia immune dalla guerra”. Jona Falco ha anche ricordato l’eroismo dei carabinieri attivi nella Resistenza e di figure, diventate un simbolo, come quella di Salvo d’Acquisto. Rappresentando inoltre l’importanza di altre commemorazioni imminenti. Come quella di domenica in sinagoga, nel quarantesimo anniversario dall’attentato palestinese al Tempio Maggiore. Ad essere rinnovata infine la “profonda gratitudine” verso i carabinieri impegnati nel servizio di sicurezza dei luoghi ebraici.
Presenti alla cerimonia anche il rabbino capo di Roma rav Riccardo Di Segni, che ha recitato il salmo 130, la presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello, il coordinatore nazionale per la sicurezza delle Comunità italiane Gianni Zarfati.