5782, l’anno della solidarietà

Il 5782 doveva essere l’anno della grande ripresa. La pandemia appariva finalmente sotto controllo e la situazione economica stava migliorando gradualmente. Poi però, sul finire dell’inverno, è arrivato un tragico e inatteso evento: il ritorno della guerra in Europa. L’aggressione ordinata da Vladimir Putin contro l’Ucraina ha segnato l’intero continente, provocando morte, distruzione e paura. Milioni di ucraini sono stati costretti a lasciare le proprie case e si è messa in moto una straordinaria catena internazionale di solidarietà, a cui l’ebraismo ha voluto prendere parte sin dall’inizio. E proprio l’impegno solidale è stato probabilmente il segno distintivo di questo 5782: il suo inizio si era aperto con diverse attività messe in campo dall’Italia ebraica per aiutare i profughi afghani in fuga dal ritorno al potere dei talebani. Un impegno proseguito poi quando la crisi ha toccato la vicina Ucraina, tra iniziative di accoglienza e raccolte di beni di prima necessità.
Un anno dunque di grandi sconvolgimenti, ma anche di continuità per l’Italia, in particolare con la conferma del Capo dello Stato Sergio Mattarella per un secondo mandato. Una garanzia in un momento di forte instabilità, soprattutto con la caduta – alcuni mesi dopo – del governo guidato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi. A finire anticipatamente, anche il governo a Gerusalemme: in Israele termina infatti l’esperienza dell’esecutivo Bennett-Lapid, con il ritorno ai seggi previsto – quinta volta in due anni e mezzo – per l’inizio del 5783.
Parlando di elezioni, anche l’ebraismo italiano nel 5782 torna al voto, eleggendo i propri rappresentanti nel Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Un Consiglio che poi voterà in inverno per la continuità, confermando per un nuovo mandato la presidente Noemi Di Segni. Tra le priorità, i giovani e il mondo della scuola con progetti messi in campo dall’UCEI, in raccordo con le realtà ebraiche del territorio e le istituzioni politiche del paese, per aprire nuovi percorsi didattici, in particolare per rafforzare il contrasto al pregiudizio e la tutela della Memoria.
Dal punto di vista della cultura, molti grandi appuntamenti hanno segnato l’anno: dall’apertura della terza grande mostra del Museo dell’ebraismo italiano e della Shoah (Meis) di Ferrara alle rassegna inaugurate a Roma e in molte altre località. È stato poi un anno di rinnovi per quanto riguarda la diplomazia israeliana: con l’arrivo di due nuovi ambasciatori per la Santa Sede e per Roma.
Nelle pagine del dossier “Fatti e persone” su Pagine Ebraiche di ottobre in distribuzione, la ricostruzione di questi grandi e piccoli avvenimenti accomunati dall’impegno delle diverse realtà dell’ebraismo italiano per trasformare il cambiamento in occasione di crescita.