Evin in fiamme

Incendi e tumulti al carcere di Evin dove sarebbe detenuta Alessia Piperno. In fiamme uno dei luoghi simbolo della repressione.
Per molti iraniani, ricorda Repubblica, Evin è la cella “in cui la teocrazia guidata dall’ayatollah Ali Khamenei ha rinchiuso il dissenso e ogni forma di critica al sistema: prigionieri politici, attivisti, intellettuali, avvocati, studenti”. La quinta settimana di proteste si è aperta intanto “con azioni in almeno una dozzina di città, mentre affioravano nuovi video sulla sporca condotta delle forze di sicurezza” (Corriere). Retate e violenze volte a contrastare quello che il regime di Teheran ritiene “un complotto ordito dagli Stati Uniti e Israele per destabilizzare la Repubblica islamica” (La Stampa).

“Lei non è Golda Meir. Lei deve ancora dimostrare tutto. Ma nelle tre destre che hanno vinto le elezioni, e che stanno occupando i gangli del potere, proprio Lei e solo Lei, lontana dall’identità di questo giornale per cultura e per formazione, rappresenta la residua e flebile speranza di non mandare il Paese in rovina”. Così Massimo Giannini, direttore della Stampa, in una lettera aperta a Giorgia Meloni. In un passaggio di questo suo testo dedicato a “cosa ci divide” il giornalista parla di matrice post-fascista e post-missina “tuttora irrisolta” e sostiene che non bastano “un mazzo di fiori e uno scambio di baci tra Ignazio Benito La Russa e Liliana Segre a sanare la ferita”.

“Anche in rapporto alla loro età, possiamo dire che la seconda e la terza carica dello Stato rappresentano l’estrema destra nella sua forma antica e nella sua forma moderna”. È l’opinione di Michele Serra, espressa nella sua Amaca quotidiana su Repubblica. Per Serra “l’anziano La Russa incarna il neofascismo classico, novecentesco e mussoliniano, il giovane Fontana è alfiere del nuovo integralismo cristiano che nell’omofobia e nella xenofobia trova il suo sbocco naturale”. A Roma scritte e uno striscione intimidatorio contro il nuovo presidente del Senato. Gli episodi, segnala il Corriere, hanno suscitato una “solidarietà bipartisan”.

Il 16 ottobre di 79 anni fa si svolgeva la principale retata nazista contro gli ebrei di Roma. Nel giorno dell’anniversario il Corriere parla della pubblicazione, sul sito del Cdec, di una lettera dei coniugi Guido e Virginia Passigli scritta dall’ex collegio militare di via della Lungara. L’unica testimonianza mai uscita da quella struttura di cui si sia oggi a conoscenza, resa di pubblico dominio dal nipote Guidobaldo recentemente scomparso. All’interno del libro di memorie familiari che ne è scaturito un contributo di Liliana Picciotto.

Lazio e Roma hanno lanceranno insieme una iniziativa per le scuole con il patrocinio della Comunità ebraica. Nell’ambito di questo progetto, dedicato al 16 ottobre, sarà anche organizzato un viaggio “nei luoghi della memoria” (Repubblica Roma).

Nelle librerie italiane la biografia di Philip Roth a cura di Blake Bailey. “Assodato che nessuno può scrivere di Roth meglio di Roth stesso, occorre dare atto a Bailey di aver saputo plasmare con eleganza il materiale di riciclo già sapientemente manipolato dal diretto interessato”, scrive Alessandro Piperno (Corriere).

La Lettura del Corriere si apre nel segno dell’imminente centenario della Marcia su Roma, l’atto di forza che portò il fascismo al potere. Il tentativo è quello di immaginare “quale storia avrebbe avuto l’Italia” se la marcia fosse stata fermata.

È in crescita il numero di israeliani che guardano all’area del Negev come opzione abitativa. Per La Stampa un “guanto di sfida a Tel Aviv, il cui mito inizia a scricchiolare sotto il peso del caro vita”.

Dal 23 al 25 ottobre si svolgerà a Roma, promosso da Sant’Egidio, l’incontro internazionale ‘Il grido della pace’. All’evento “saranno rappresentati oltre 50 Paesi e tutte le grandi religioni mondiali: cristiani, musulmani, ebrei, buddisti, induisti e altre fedi asiatiche” (Avvenire).

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(16 ottobre 2022)