Consultazioni, Meloni sul Colle

Si concluderanno oggi le consultazioni per la formazione di un nuovo governo. A guidare la coalizione di destra sarà la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, la premier in pectore secondo una interpretazione pressoché unanime della stampa italiana. “Si presenterà da Mattarella con i suoi alleati, ma a parlare sarà solo lei”, scrive Repubblica. Tra le mani “probabilmente una lista di ministri che potrebbe riservare qualche sorpresa”.
“Nelle condizioni che si presentano oggi è assai probabile che il governo nascituro e la sua leadership, quanto più dovessero avere qualche successo, vadano incontro da parte dei partiti minori della stessa maggioranza a tutta una serie di contrattempi, di altolà, di obiezioni, di parole inopportune, di piccoli o grandi sabotaggi. Per difendersi dai quali Giorgia Meloni avrà bisogno assoluto dell’aiuto del presidente della Repubblica”, scrive Ernesto Galli della Loggia sul Corriere. Come interpretare il nuovo corso politico che si annuncia? Sulla Stampa un intervento di Giovanni De Luna, curatore per Feltrinelli di un volume dedicato al centenario della Marcia su Roma. A suo dire l’identità della “nuova destra meloniana” affonderebbe le radici “negli ideali che ispirarono il Duce: dalla ‘bonifica umana’ al rifiuto del mercato libero, dal familismo al no a qualsiasi compromesso”. Segni di quella stagione, sostiene, sarebbero presenti in Fratelli d’Italia come nella “Lega di Salvini”. Mentre altri “sembrano, almeno per ora, caduti largamente in disuso: la violenza, ad esempio”.

Sarebbe in corso uno spostamento di truppe russe dalla Siria al Donbass e alla città di Kherson. In conseguenza di ciò, riporta il Corriere, potrebbero scaturire “nuovi sviluppi sia strategici che sul piano delle relazioni internazionali in Medio Oriente”. In particolare Israele, non più condizionato dalla necessità di mediare con il Cremlino, “potrebbe essere più incline ad aiutare militarmente l’Ucraina, per esempio fornendo razzi terra aria per abbattere i droni iraniani”. Andrebbero in questo senso anche le accuse della Casa Bianca “per cui truppe iraniane sarebbero stanziate in Crimea per aiutare quelle russe”.

Alla Festa del Cinema di Roma è stato il giorno di “Hometown”, documentario che racconta un viaggio compiuto da Roman Polanski e Ryszard Horowitz nelle memorie della loro infanzia a Cracovia (il primo fu salvato da una famiglia di contadini, il secondo sopravvisse ad Auschwitz grazie all’intervento del “Giusto tra le nazioni” Oskar Schindler). “Passeggiando per le strade della città, parlando tra loro in polacco, i due artisti ebrei ripercorrono il loro passato tragico segnato dall’Olocausto”, racconta il Messaggero. “Un documentario struggente”, l’opinione del Corriere.

Tra i protagonisti del festival anche Steven Spielberg, con l’autobiografico The Fabelmans. Anche quando espone fatti già conosciuti il regista lascia via libera alla sua inventiva “regalando momenti di piacere e divertimento: i trucchi dilettanteschi per i suoi film, le tecniche artigianali di ripresa, la scoperta dell’antisemitismo e dell’aggressività tra coetanei, ma anche dei palpiti del cuore capaci di superare le differenze di religione” (Corriere). Secondo il Fatto Quotidiano “un buon film, non ottimo: gode della maestria registica, della felicità narrativa, della facilità emotiva di Spielberg, ma si rivela un po’ programmatico”. Per Il Foglio ad emergere sono momenti di “meravigliosa tenerezza e ironia, oltre all’amore sconfinato per il cinema”. Ma l’idea che la pellicola possa rivelare la verità “è troppo insistita”. Altra produzione segnalata dal Messaggero è Good Morning Tel Aviv di Giovanna Gagliardo, al centro di una serata alla Casa del Cinema.

Sull’Osservatore Romano il testo della prefazione del papa a Sono Francesco, il nuovo libro di Edith Bruck che racconta del loro incontro. “L’umanità – scrive Bergoglio – è qualcosa di delicato, fragile, sempre pronto a spezzarsi, a deteriorarsi, a degenerare. Ma a volte capita anche di incontrare persone, è questo il caso della signora Edith, che rivelano di possedere risorse impensabili, una forza che scaturisce non si sa bene da dove e che supera ogni avversità e permette di rimanere umani”.

Nella rubrica Leggermente fuori fuoco (7 del Corriere) Roberto Saviano propone l’immagine del gerarca nazista Herbert Kappler a processo: “La foto è in bianco e nero e non è un primo piano, ma mi fido delle testimonianze che ci descrivono i suoi occhi come laghi imperturbabili e gelidi, la bocca come una ferita socchiusa per dare ordini di morte”.

Adam Smulevich

(21 ottobre)