“Costruire la pace, impegno attivo”
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Ha preso il via a Roma, con la partecipazione di leader religiosi arrivati da tutto il mondo, la manifestazione internazionale “Il grido della pace” della Comunità di Sant’Egidio. Tra i suoi protagonisti il Gran Rabbino di Francia rav Haïm Korsia. “Gridare per la pace significa avere il coraggio di abbandonare tutto per difenderla. La pace, citando Isaia, è qualcosa che dobbiamo costruire. Non è soltanto assenza di guerra, ma pienezza e integrità. La pace è gioia condivisa”, le parole del Gran Rabbino durante la cerimonia inaugurale. Al rav il compito di portare una voce ebraica all’interno di uno spazio di riflessione che ha visto intervenire anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Presidente francese Emmanuel Macron, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi, il presidente della Conferenza Episcopale Italiana Matteo Zuppi, il segretario generale della Lega Musulmana Mondiale Shaykh Muhammad bin Abdul Karim al-Issa e una testimone della guerra in Ucraina.
Con riferimento al dramma vissuto dal popolo ucraino dal rav sono arrivate parole di apprezzamento per la scelta del rav Pinchas Goldschmidt, il presidente della Conferenza dei rabbini europei, che negli scorsi mesi ha lasciato Mosca e la Russia. Una scelta in dissenso verso l’aggressione militare intrapresa dal Cremlino. “La pace – il messaggio del rav Korsia – è sempre orizzonte e chiamata. Attenzione a una pace che ci mette comodi. Non si va mai ‘in’ pace, ma ‘verso’ la pace”. Quindi un auspicio: “Che le grida di pace coprano il rumore delle armi. E che questo rumore si trasformi in risate, speranza, costruzione”.
Esercizio attivo richiamato in precedenza da Mattarella. “Il disordine – aveva detto – produce disordine. Le guerre hanno un effetto ‘domino’, moltiplicatore. Le guerre sono contagiose. Ma, come ha scritto il rabbino Haïm Korsia, ‘occorre reinventare le aurore’. L’impegno genuino delle religioni sul terreno temporale non può prescindere da questo orizzonte”. Per Mattarella sono comunque confortanti i passi “compiuti nel dialogo tra i leader di diverse confessioni e il contributo che recano alla causa della pace”. Il Capo dello Stato, nel parlare di Ucraina, ha definito “sciagurata” la mossa della Federazione Russa; oltre che “una sfida diretta ai valori della pace” e un’aggressione che “stravolge le regole, i principi e i valori della vita internazionale”.
Chiare parole, nel merito, anche da Macron: “Parliamo di pace, di questo grido della pace, proprio nel momento in cui gli ucraini e le ucraine si battono per resistere, per difendere la loro dignità, per proteggere le loro frontiere e la loro sovranità. Ma la pace è possibile ed è quella che loro decideranno e che rispetterà i diritti del popolo sovrano”. L’essenziale, ha aggiunto il Presidente francese, è che la pace non sia “catturata dal potere russo”. La pace, infatti, “non può essere la consacrazione della legge del più forte né il cessate il fuoco che definirebbe uno stato di fatto”.
A detta del professor Riccardi “il mondo globale ha portato la pace, ma anche ha prodotto tanta guerra”. Negli anni, andando a scomparire la generazione della seconda guerra mondiale e della Shoah, sarebbe così cresciuta “l’assuefazione all’idea che la guerra sia una compagna naturale della storia”. Andandosi a smorzare “quel patrimonio di tensioni, ereditate dal Novecento, che tendevano a unire i destini oltre i confini”.
“Il grido della pace” proseguirà nelle giornate di lunedì e martedì e si concluderà al Colosseo alla presenza di papa Bergoglio. Tra i rabbini coinvolti nei vari panel rav David Rosen, direttore del board del centro per il dialogo KAICIID, che parlerà di cambiamento climatico (“Madre Terra: un solo pianeta, una sola umanità”) e di ferite e prospettive del Mediterraneo (“Mediterraneo, il mare plurale”); rav Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, che si soffermerà sulla tutela delle persone più fragili (“Chi salva una vita salva il mondo intero”); rav Jaron Engelmayer, rabbino capo di Vienna, che porterà una riflessione sull’importanza della preghiera; rav Benedetto Carucci Viterbi, del Collegio Rabbinico Italiano, che interverrà sulla parola di Dio; il rabbino tedesco Shmuel Aharon Brodman, che parlerà del ruolo delle religioni al giorno d’oggi; rav Oded Wiener, del Gran Rabbinato d’Israele, che tratterà la sfida di “vivere insieme”; il rav Goldschmidt, che disquisirà attorno alla responsabilità delle religioni nella crisi del sistema globale.
Adam Smulevich
(Nelle immagini: Mattarella incontra rav Korsia; l’intervento del Gran Rabbino di Francia; Macron e Mattarella)