Israele verso il voto
Martedì Israele tornerà al voto. Una delle ipotesi è quella di un nuovo stallo. “Destre favorite ma senza sfondare” prevede il Sole 24 ore. “Il Likud di Bibi Netanyahu, l’ex centrodestra diventato destra-destra, vincerà ma non abbastanza per governare. Yesh Atid, il centro del premier Yair Lapid, andrà bene ma non fino a insidiare Netanyahu. La sinistra che ha fondato la nazione resterà irrilevante; i rissosi partiti della minoranza araba, il 20% della popolazione d’Israele, perderanno l’ennesima occasione per contare”. Lo schieramento che va sotto il nome di Sionismo Religioso, invece, è descritto in questi termini: “Una coalizione violenta e razzista, potrebbe conquistare una quindicina di seggi, diventare la terza forza in Parlamento, andare al governo e ottenere ministeri”. Nell’articolo si sostiene che “a partire dal nome rappresenta quanto di più pericoloso possa accadere in un Paese democratico: un nazionalismo drogato da un uso improprio della fede”. Amos Biederman, il caricaturista di Haaretz, dice ad Avvenire: “Anche quest’anno siamo al pareggio, per la quinta volta in tre anni e mezzo. Ormai non so più cosa disegnare dopo cinque elezioni di seguito”.
La Stampa chiede a Ignazio La Russa, neo presidente del Senato, se celebrerà il 25 Aprile. “Dipende. Certo non sfilerò nei cortei per come si svolgono oggi. Perché lì non si celebra una festa della libertà e della democrazia ma qualcosa di completamente diverso, appannaggio di una certa sinistra”, la sua risposta. La Russa afferma inoltre: “Ho sempre sentito una condanna feroce delle leggi razziali e da sempre ho un rapporto strettissimo con la comunità ebraica milanese di amicizia personale. Per esempio con Walker Meghnagi e già con suo padre Isacco”.
Maurizio Molinari, direttore di Repubblica, contesta la scelta della premier di non rilasciare dichiarazioni di condanna della Marcia su Roma. Scrive il giornalista: “Immaginare di poter guidare l’esecutivo di una nazione nata dall’antifascismo senza far propria la condanna della genesi della dittatura getta una lunga ombra sulle importanti dichiarazioni che Meloni ha fatto contro il fascismo stesso e contro le Leggi Razziali del 1938”.
È scomparsa a 93 anni Hannah Goslar, una delle migliori amiche di Anne Frank. Ne fu compagna di scuola e con lei condivise la deportazione in campo di sterminio. “Per la tradizione ebraica, morire di Shabbat è una specie di privilegio riservato alle persone giuste, e Hannah lo era di certo: per quel che è stata, quel che ha vissuto e affrontato, per quell’amicizia cui è rimasta fedele per tutta la vita”, scrive tra gli altri La Stampa.
Al via il 7 novembre a Roma un ciclo di incontri sul tema “Comprendere il tempo alla luce della Bibbia ebraica”. L’idea, segnala Avvenire, è del “vescovo ausiliare per il settore Centro monsignor Daniele Libanori” e del “rabbino capo rav Riccardo Di Segni”. Su Avvenire anche una recensione di Massimo Giuliani dell’ultimo libro di Ugo Volli sulla figura del re Davide (“Le storie di Davide, meglio di un romanzo”).
Fonti di informazione locali riportano del messaggio che il presidente del Senato La Russa ha fatto pervenire ai promotori dell’inaugurazione di una sinagoga non riconosciuta dalle istituzioni dell’ebraismo italiano a Catania. Iniziativa che la Giunta UCEI, in una nota, ha qualificato come illegittima ed estranea al quadro dell’Intesa. “Nessuno ha mai fatto pervenire alcuna richiesta di costituzione di una Comunità ebraica a Catania all’UCEI, unico soggetto legittimato a istituire una nuova Comunità Ebraica nel territorio del nostro Paese, o alla Comunità Ebraica di Napoli, nella cui giurisdizione ricade la Regione Sicilia”, ha reso noto la Giunta.
Su livesicilia.it, in un articolo di Fernando Massimo Adonia (autore in passato del saggio ‘Julius Evola. Un pensiero per l’età oscura’), si legge: “Un evento storico. Tant’è che il neo presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha fatto arrivare i suoi auguri. ‘I drammatici accadimenti del 1492, privarono la città di una presenza preziosa e dall’alto valore religioso, sociale, cultura e simbolico’, scrive in un messaggio rivolto alla comunità catanese. ‘Costruire, insieme, una memoria sempre più condivisa e diffusa, soprattutto tra le nuove generazioni, è certamente – continua la seconda carica dello Stato – il migliore antidoto per evitare il ripetersi dei tragici accadimenti del passato e per costruire un futuro di pace, serenità e benessere’”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(30 ottobre 2022)