Arrigo e Corrado Vivanti,
un albero per la Memoria

Esponenti di una famiglia ebraica mantovana perseguitata dal nazifascismo e molto attiva nella ricostruzione di quelle vicende, i fratelli Arrigo e Corrado Vivanti sono stati commemorati dall’amministrazione comunale attraverso la messa a dimora di un cerro a loro intitolato sul Lungolago Mincio. Dirigente della Olivetti, Arrigo. Storico di fama internazionale, Corrado. Due figure che hanno dato lustro alla città e si sono anche spese nella trasmissione di contenuti e valori.
La cerimonia, cui è tra gli altri intervenuto l’assessore comunale Alessandra Riccadonna, si è svolta in coincidenza con il centenario della nascita di Arrigo e il decennale della scomparsa di Corrado. “Un cerro, della famiglia delle querce, albero sacro della Bibbia. È stata un’occasione per una riunione tra familiari, amici e ex dipendenti della famosa Pellicceria Vivanti di Via Roma. Tante storie che rimandano alle difficoltà, paure e angosce degli ebrei mantovani negli anni del razzismo fascista”, il commento dell’assessore Riccadonna.
Vicende rievocate anche nel volume “Da Mantova alla Svizzera. In fuga per la salvezza”, curato da Alessandro Vivanti per l’editore Zamorani. All’interno due testi: il primo è una memoria scritta in età matura da Corrado, in cui si tratteggiano gli anni della fanciullezza a Mantova; il secondo è invece il diario tenuto dalla madre, Clelia Della Pergola, nei mesi di internamento in Svizzera. Dove la famiglia riuscì a trovare rifugio.