Lotte del passato e sfide di domani, il segno delle donne sulla società
Donne del mondo ebraico che hanno combattuto per l’emancipazione sociale, per ottenere pari opportunità, che hanno rivendicato e conquistato un ruolo all’interno della società italiana con grande coraggio e intelligenza, dando importanti contributi alla crescita del Paese in diversi ambiti, dalla pedagogia all’agraria. A raccontare queste figure, il seminario in corso a Milano intitolato “Emancipazione e istruzione Donne ebree a cavallo tra XIX e XX secolo”, curato dall’associazione italiana Amici dell’Università di Gerusalemme assieme al circolo Il Nuovo Convegno e con la collaborazione della Commissione pari opportunità e diritti civili del Comune. Una giornata di studio intensa in cui diversi relatori ed esperti hanno riportato sotto i riflettori il ruolo di donne come Aurelia Josz, fondatrice della prima scuola agraria femminile in Italia, Clara Archivolti Cavalieri, a cui si devono le bibliotechine scolastiche nel nostro paese, Paola Carrara Lombroso, che ideò il Corriere dei Piccoli da cui però fu poi estromessa. Nomi da ricordare che richiamano il segno lasciato dalle donne sull’evoluzione della realtà italiana. Un tema che sarà affrontato sempre a Milano in un’altra significativa occasione, dal respiro nazionale e non solo: il Primo forum delle donne ebree d’Italia. Un appuntamento che si terrà il prossimo 9 novembre a Palazzo Marino in cui, sotto l’egida dell’Adei Wizo, si discuterà del ruolo della donna nelle grandi sfide e cambiamenti del futuro. Con tre domande a fare da sfondo all’appuntamento: essere donne ed ebree nell’Italia di oggi è una condizione che può contribuire alla crescita dell’Italia contemporanea? L’educazione e la cultura sono il modo più efficiente per sconfiggere il razzismo e l’antisemitismo e creare una società più inclusiva? L’esperienza di Wizo in Israele può essere di ispirazione nel dibattito italiano sulla parità di genere nel mondo del lavoro? Una prima risposta arriva dalla presidente dell’Adei Wizo nazionale Susanna Sciaky. “La nostra esperienza maturata tra Italia e Israele nella vicinanza alle donne, nell’attenzione all’istruzione come contrasto all’antisemitismo e, non ultimo, nei valori che l’ebraismo può portare alla società, possono diventare un patrimonio collettivo. – evidenzia Sciaky – È giusto condividerlo a beneficio di tutte le donne, e non solo, in un importante momento istituzionale”. Ovvero il Forum a Milano, occasione, aggiunge la presidente Adei, “per avanzare interessanti spunti di riflessione nel dibattito su questi temi”.
Tre le sessioni previste per il 9 novembre: la prima sarà incentrata sull’asset valoriale rappresentato dalle donne ebree all’interno della società italiana. A confrontarsi, quattro donne con percorsi professionali in ambiti molto diversi tra loro: l’avvocato Gabriella Modiano, la docente di farmacologia Francesca Levi Schaffer, la direttrice del Circolo dei Lettori di Torino Elena Loewenthal e la direttrice del Teatro Franco Parenti di Milano Andrée Ruth Shammah.